Il 5G sbarca in tre comuni «Ma non faremo le cavie»

6 Aprile 2019

Dal 2022 la banda larga sarà sperimentata a Castiglione, Brittoli e Montebello Il sindaco Chiola: «Sì ai collegamenti veloci, ma anche certezze sulla salute»

CASTIGLIONE A CASAURIA. Fra i 120 comuni italiani contenuti nell'elenco della delibera dell'Autorità delle Telecomunicazioni n. 231/18/Cons, attinente la sperimentazione della tecnologia telefonica cellulare 5G, figurano tre paesi della provincia di Pescara: Castiglione a Casauria, Brittoli e Montebello di Bertona.
Una notizia, del resto diffusasi sui network, visto che i sindaci e altri enti pubblici non sono stati resi edotti della decisione di quanto potrà accadere nel territorio dei loro comuni. Il futuro è d'obbligo, poiché fra i primi cittadini, anche di altre province e regioni, sono nate intese per chiedere approfondite spiegazioni ed avere necessariamente le dovute assicurazioni che l'implementazione delle nuova tecnologia e oggi le sperimentazioni, non apporti danni alla salute pubblica.
La copertura 5G con frequenze in banda 700 megahertz, imposte dall'autorità, è gia stata approntata dalle compagnie Tim, Vodafone e Iliad, e la loro disponibilità dovrebbe avvenire a partire da luglio 2022. Per i Comuni individuati non ci sarebbero oneri per realizzare la copertura, che va a totale carico degli operatori telefonici, nel rispetto delle normative edilizie ed urbanistiche e delle emissioni elettromagnetiche. «Avere collegamenti veloci in rete», spiega il sindaco di Castiglione Gianluca Chiola «certamente apporterebbe molti vantaggi alla società civile, ai servizi di connettività wireless, al mondo commerciale, sanitario (operazioni chirurgiche in collegamento diretto con centri specializzati di tutto il mondo) e delle comunicazioni, ma in primis è necessario fare i conti con i potenziali effetti deleteri sulla salute. Noi non siamo disposti a fare da cavie», sottolinea il sindaco Chiola «e se questo è l'intento ci opporremo con ogni mezzo a disposizione. Dobbiamo valutare la questione sotto l'aspetto tecnico scientifico e far valutare eventuali danni che potrebbe procurare alle persone. È una questione di sicurezza e di civiltà: gli utenti per prima cosa devono essere informati».
«Come Comuni», prosegue il sindaco «dobbiamo affidarci ad esperti per fugare i dubbi. Seguiremo la questione con attenzione, ma è certo che non si possono imporre queste cose senza passare dagli enti locali. Auspico perciò che a breve i Comuni coinvolti e non informati, formino un tavolo di confronto con la Regione Abruzzo e i tutti i parlamentari abruzzesi».
Intanto sull'argomento scienziati indipendenti stanno approfondendo studi e ricerche per chiarire se il 5G e l'attuale livello di radiazioni del 2G, 3G, 4G e WiFi non diventino veramente una bomba radioattiva che danneggerebbe particolarmente donne in gravidanza e bambini. «Prima di esprimerci e dare il via libera», conclude Chiola «vogliamo conoscere i pareri della comunità scientifica internazionale».
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