Il bar Ideale e l’insegna sempre accesa da 75 anni grazie a nonna Teresa

17 Marzo 2021

La ricevitoria di via Cesare Battisti è gestita dalla terza generazione I fratelli Baldassarre: da noi la prima televisione e le prime scommesse 

PESCARA. L’iconica insegna gialla che spicca lungo via Cesare Battisti non si è spenta nemmeno per un giorno. Specie in questo periodo, «nel silenzio assordante che pervade la strada, deve continuare a essere un faro», assicura Dante Baldassarre. Insieme al fratello Massimo è la terza generazione di Caffè Ideale, ma dietro il bancone è già pronta pure la quarta con Edgard, Daunya e Cristiana. Oggi Caffè Ideale compie 75 anni, in una ricorrenza che i fratelli Baldassarre (fino al 2000 insieme a loro c'è stato anche Christian) hanno voluto far cadere nel giorno del compleanno del loro papà Tempio.
La storia comincia nel 1946. Il luogo è lo stesso di oggi, solo più piccolo, con Teresa De Rosa, nonna di Dante e Massimo che, rimasta vedova con la guerra, insieme al figlio Tempio crea un bar. Appassionata di musica lirica e di Francesco Paolo Tosti, Teresa chiama i suoi cinque figli, attingendo alle opere che amava: Desdemona, Sira, Otello, Tremate e Tempio. Pure per il Caffè, sceglie il nome Ideale, prendendolo in prestito dalla romanza del compositore.
«Negli anni ’50», racconta Dante, «qui di fronte ogni giorno si faceva il mercato ambulante, che in estate si trasferiva in viale Regina Margherita. I poveri ambulanti erano costretti a sorbirsi cinque, sei ore di musica lirica che mia nonna faceva ascoltare con il grammofono». Con 75 anni di storia alle spalle, Caffè Ideale, che oggi è bar, ricevitoria e sala Vlt, ingrandendo i propri spazi, è il luogo delle prime volte per la città. «Mio padre e mia nonna installarono la prima televisione. All’epoca non si aveva la tv in casa e così le famiglie venivano di sera per vedersi Lascia o Raddoppia con Mike Bongiorno». Sempre qui dentro arrivano i primi biliardi, e poi tra gli anni ’80-’90 la prima sala giochi, il Play Star, con ingresso su via Mazzini, dove tutti gli adolescenti pescaresi, almeno una volta hanno trascorso qualche ora di una mattinata di filone. E ancora la prima schedina del Totocalcio in città si è giocata qui. «In concomitanza con Italia ’90 da semplice ricevitoria, siamo diventati punto di riferimento per le scommesse», rivendica. Con l’esplosione dei videogame nelle case, la sala giochi perde il suo appeal e così intorno agli anni 2000 i Baldassarre decidono di ampliare la ricevitoria al posto del Play Star. Per il gioco Caffè Ideale è sempre stato un punto di riferimento. «Qui dentro si è creato il sistema più grande di sempre al Superenalotto, con mille quote da un milione, giocando un miliardo. E poi qualche anno più tardi, è arrivata la vittoria da un miliardo al Gratta e Vinci. Era un pescarese», confessa Dante. «Fu una grandissima emozione». Nel 2011, con la liberalizzazione controllata del gioco online, Caffè Ideale è il primo a Pescara e il terzo in tutta Italia ad aprire la sala Vlt, con videolottery e slot machine, trasformando l’originaria sala biliardo, in cui oggi sono rimaste 4 carambole.
In occasione del settantesimo anno di età, nel 2016, Dante e Massimo hanno fatto un radicale restyling del locale invertendo le sale di ricevitoria e caffè e tappezzando le pareti delle foto storiche. «Siamo fedeli alla nostra identità», chiarisce Dante. «Negli anni abbiamo sempre cercato di rimodularci, ma mai cavalcando le mode. Abbiamo sempre programmato a lungo termine, aspettando il momento giusto e guardando il futuro, ma senza mai snaturarci».
Parola d'ordine per la famiglia è «mai far perdere l’anima di questo luogo. La pescaresità e l’abruzzesità sono sempre al primo posto in tutto ciò che facciamo». Il traguardo di oggi è inevitabilmente in sordina. D'altra parte la sala Vlt è ferma da nove mesi, la ricevitoria è aperta solo parzialmente e pure il bar funziona esclusivamente a singhiozzo.
«Il bar significa accoglienza, chiacchierare con i clienti, entrare qui e leggere un giornale. Il caffè va servito con la macchina giusta, nella tazzina alla temperatura precisa. Con queste restrizioni è tutto snaturato. È tutto il contrario di quello che dovrebbe fare un barista».
I 16 dipendenti sono quasi tutti in cassa integrazione e molti di loro sono dentro Caffè Ideale da sempre. «Nando Bracciale e Giovanna Binni sono con noi da 30 anni», evidenzia il titolare, «Marco Giuliani, il tuttofare del bar fu scelto addirittura da mio padre. Con loro non c'è un rapporto di lavoro, sono membri della famiglia e quindi è un continuo venirsi incontro per restare a galla. Il tempo passa, le preoccupazioni aumentano, ma la speranza c'è. L'insegna di Caffè Ideale resterà accesa almeno per altri 50 anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA