Il Bellisario si fa bello per festeggiare i 50 anni

Studenti, genitori e professori hanno ripulito l’istituto scolastico di via Einaudi E tra 15 giorni toccherà al Misticoni. Da maggio le celebrazioni della ricorrenza
PESCARA. Una pennellata di bianco per tirare a lucido il liceo artistico musicale e coreutico Misticoni-Bellisario nel cinquantesimo anniversario della fondazione dell'istituto, che sarà aperto al pubblico come fosse un museo e che sta organizzando una serie di celebrazioni previste per maggio.
Come preparare al meglio la sede scolastica per l’importante ricorrenza, se non tirandosi tutti su le maniche, a partire dalla dirigente?
Così, abbigliati con tute da lavoro plastificate e armati di pennelli, rulli telescopici estendibili per arrivare fino al soffitto, nastri adesivi e barattoli di vernici, 65 studenti (dal primo anno al quarto di tutte le sezioni) del Bellisario si sono dati appuntamento nell'istituto di via Einaudi, nel quartiere san Donato, sabato pomeriggio dopo le lezioni e l'intera giornata di domenica scorsa.
E hanno riverniciato le pareti della scuola insieme a docenti e genitori con la supervisione della preside Raffaella Cocco.
Tra quindici giorni, la riqualificazione toccherà al Misticoni di viale Kennedy dove sono in fase di restauro, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica, numerose statue di gesso rimaste a lungo sepolte nei magazzini.
«L'idea, che realizziamo per la prima volta», spiega il dirigente scolastico, «ha un alto valore didattico educativo: trasmettere agli alunni la consapevolezza degli spazi che vivono ogni giorno, avendone cura in prima persona. Con i muri da ridipingere, che prossimamente saranno abbelliti cromaticamente con i colori della scuola, dal bianco predominante al giallo, verde, blu, violetto (una commissione di docenti architetti sta lavorando al piano colore) sono nate anche nuove amicizie tra studenti che non si conoscevano. Agli allievi che hanno partecipato all'iniziativa saranno consegnati attestati e crediti formativi».
L'obiettivo della preside Cocco è «aprire le nostre scuole al territorio come fossero strutture museali che la cittadinanza può ammirare e sentire proprie».
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