Il bonus di 200 euro è partito: quando si rischia di restituirlo

2 Luglio 2022

PESCARA. Il nuovo bonus di 200 euro sta arrivando a destinazione. Ma attenzione a tutti quei casi in cui il contribuente non ne ha un effettivo diritto e, di conseguenza, sarà chiamato a restituire...

PESCARA. Il nuovo bonus di 200 euro sta arrivando a destinazione. Ma attenzione a tutti quei casi in cui il contribuente non ne ha un effettivo diritto e, di conseguenza, sarà chiamato a restituire la somma percepita.
È l’Inps a mettere in guardia con un circolare che chiarisce ulteriormente la misura di sostegno al reddito decisa dal governo per aiutare le famiglie, alle prese con l’inflazione e il caro bollette di luce e gas. A chi tocca per primo?
LE CATEGORIE PRIORITARIE.
I 200 euro vendono liquidati nel mese di luglio ai pensionati, percettori del reddito di cittadinanza e lavoratori dipendenti.
Dovranno invece attendere ottobre i Co.co.co, i lavoratori stagionali a tempo determinato e intermittenti, i lavoratori a tempo determinato del settore agricolo, gli iscritti al Fondo pensione, i dipendenti del settore spettacolo con 50 contributi giornalieri nel 2021, gli autonomi occasionali privi di partita Iva, gli incaricati di vendite a domicilio ed i lavoratori domestici assicurati alla gestione Inps. Chi appartiene a questo secondo elenco dovrà peraltro presentare la domanda attraverso il portale dell’ente di previdenza o tramite contact center multicanale o ancora mediante patronato
IL PRIMO REQUISITO
Resta comunque per tutti vincolante il tetto massimo di reddito di 35mila lordi l’anno: sopra questo limite non sarà possibile avere accesso al bonus.
Con una circolare recente l’Inps ha inoltre chiarito che si “provvede all’erogazione di dette indennità una tantum (cioè una sola volta, ndr) in via provvisoria e che il consolidamento del diritto al riconoscimento delle stesse si attua solo all’esito dell’acquisizione delle informazioni reddituali e delle conseguenti attività di elaborazione finalizzate alle relative verifiche”.
STOP AI FURBETTI
Il limite invalicabile del reddito comporta che se il bonus viene percepito in assenza dei requisiti stabiliti il cittadino dovrà restituire i 200 euro. Nella stessa circolare infatti l’Inps stabilisce che: «L'Ente erogatore procede alla verifica e, in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell'indebito entro l'anno successivo a quello di acquisizione delle informazioni reddituale».
Lo stesso può accadere anche nei casi di ricezione dell’aiuto una tantum da due diversi datori di lavoro e in caso di revoca del trattamento pensionistico.
L’INPS PRECISA
È sempre l’Istituto previdenziale a specificare questi ultimi due casi. Lo fa nella stessa circolare in cui scrive che: «L’eventuale erogazione di somme in eccedenza può riguardare non soltanto il caso in cui, dopo la prevista verifica, il soggetto risulti avere percepito nel 2021 un reddito superiore a 35.000 euro». Aggiungendo che la revoca può riguardare anche le ipotesi «in cui il trattamento pensionistico, che ha dato titolo al riconoscimento dell’indennità una tantum, sia revocato o, comunque, tutte le circostanze in cui si accerti successivamente la non sussistenza del diritto a prescindere dal requisito reddituale».
IL CASO PRECARI DELLA SCUOLA
La notizia dell’ultim’ora rappresenta una beffa per una particolare categoria di lavoratori.
Niente da fare infatti per i precari della scuola con contratto a tempo determinato scaduto al 30 giugno. Nessun bonus 200 euro è previsto per loro. L’emendamento al Decreto Aiuti presentato dal Movimento Cinque Stelle è stato bocciato durante l’esame del provvedimento presso la Commissione Bilancio della Camera. (u.c.)