Il braccio meccanico che incanta i prof E’ il 100 di Alessandro

27 Luglio 2014

Exploit di uno studente dell’indirizzo scientifico-tecnologico del Marconi: un docente della commissione realizza un video

PESCARA. Il colpo di genio è realizzare un braccio meccanico (nelle foto a destra) e presentarsi davanti a una commissione d’esame. Il colpo d’ala è incantare i professori al punto da spingere uno di loro a riprendere l’exploit con il telefonino. Armato di cellulare al pari dei ragazzi che hanno avuto l’opportunità di assistere alla prova di Maturità di Alessandro Perinetti, della quinta B, a indirizzo scientifico-tecnologico, del liceo Marconi . Il suo 100 brilla di luce propria tra le tantissime eccellenze conquistate quest’anno dagli studenti pescaresi. Attualmente, Alessandro si trova a New York per una vacanza studio: «Il mio sogno per il futuro è di andare in California a studiare e lavorare nel campo della robotica. Prima di tutto questo, ho deciso di fare i 3 anni di università al Politecnico di Milano, dove studierò ingegneria dell'automazione, che è la facoltà che più si avvicina alla robotica. Proprio su questa mia passione si è basata la tesina dell'esame di Stato che mi ha fatto guadagnare il 100. La tesina si è incentrata sul funzionamento di un braccio robotico interamente costruito da me partendo da zero e senza basarsi su alcun progetto di terze parti. E’ costituito da una base in plexiglass da cui parte il braccio realizzato utilizzando una lampada dell'Ikea. All'estremità del braccio vi è una mano realizzata attraverso la tecnica di stampa 3D. Questa struttura è mossa dai servomotori: i più grandi permettono il movimento di torsione e flessione sia della spalla sia del gomito mentre i 5 più piccoli (microservi) permettono il movimento delle dita della mano. Ogni microservo è legato a due fili che fungono da tendini. Quando si tende un filo, il dito si piega mentre se si tende l'altro filo, il dito ritorna in posizione iniziale. Il cervello di questo progetto è una scheda arduino mega, su cui è caricato un programma scritto in Phyton mentre l'alimentazione è fornita attraverso un alimentatore da computer. Per realizzare il meccanismo di comando, ho utilizzato un guanto su cui ho installato tre potenziometri per comandare i movimenti della spalla e del gomito, mentre sulle estremità ci sono 5 sensori di flessione (flex sensor). Se io indossando il guanto piego il dito, anche il dito del braccio robotico si piega». Impressionante l’effetto, per chi ha assistito all’esame. E il risultato finale è stato una conseguenza: un cento afferrato al volo, per una soddisfazione immensa come quella che ha riempito d’orgoglio il cuore della mamma Annamaria, del papà Nino e della sorella Francesca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA