Il bue di San Zopito torna con la mostra di Veniero de Giorgi

7 Giugno 2014

LORETO APRUTINO. Domani con il ritorno dei Vetturali e il bue di San Zopito torna la festa patronale di Loreto Aprutino, coincidente con la Domenica di Pentecoste e col lunedì seguente. Un rito...

LORETO APRUTINO. Domani con il ritorno dei Vetturali e il bue di San Zopito torna la festa patronale di Loreto Aprutino, coincidente con la Domenica di Pentecoste e col lunedì seguente. Un rito antico, che calamita l’attenzione dei paesani e dei numerosissimi turisti presenti. Per l’occasione, l’amministrazione comunale di Loreto ospita con la collaborazione della Parrocchia di San Pietro Apostolo e della Compagnia dei Vetturali una mostra dedicata a Veniero Luigi de Giorgi, artista editore e promotore culturale con foto da lui scattate, immagini, proiezioni e una mostra di fischietti in terracotta intitolata “Un filo mai spezzato”.

De Giorgi era un appassionato sincero del rito del Bue di San Zopito. La domenica mattina il Bue di San Zopito incede maestoso per le tortuose viuzze del paese e viene fatto inginocchiare per la prima volta davanti alla chiesa di Sant’Antonio. Il quadretto variopinto prosegue per la chiesa di San Pietro, dove il bue viene fatto nuovamente inginocchiare per ricevere la benedizione dall’Abate della Chiesa Madre davanti al Sagrato. Rialzatosi accompagnato da uno scroscio di applausi da parte dei presenti, si avvia verso il Palazzo Valentini, per inginocchiarsi ancora una volta nel cortile della famiglia proprietaria della rinomata cantina. La signora Helena e il marito Francesco Paolo offriranno gentilmente tarallucci e vino a tutti i presenti.

Sempre la mattina di domani è stata ripresa l’usanza di far sfilare un corteo di cavalli e muli con personaggi rappresentanti alcune delle antiche corporazioni rurali, che aprono il corteo precedendo il vetturale che porta la bandiera. . Il lunedì seguente la Pentecoste, la tradizione prosegue con l’incontro tra il bue e il busto argenteo del Santo, durante la processione in onore del martire. Un rituale sacro misto al profano consumato a cielo aperto, pieno di fascino, di suoni, di colori, di gioia, di festa. Una festa quest’anno arricchita dalla mostra “Un filo mai spezzato”, iniziativa che ruota attorno alla domanda: "Perché continuiamo a mantenere vivi tradizioni e riti ? A rispondere è Giusi Di Crescenzo, moglie di de Giorgi: «C’è un senso nei riti che continuiamo a ripetere sempre uguali anche oggi che le civilta' che le hanno generate e trasformate non esistono più? Il significato di quei simboli che continuiamo ad usare che ci sembrano solo curiosi e insoliti come l' angioletto sul bue ricoperto di drappi, fiori e nastri è forse un significato oscurato ? Cioè nascosto sotto gli strati di una storia che ha cambiato le organizzazioni sociali ma non ha cancellato riti e simboli. Cosa è quel qualcosa che gli esseri umani hanno cercato di trasmetterci attraverso i secoli con la creazione di riti che ancora noi conosciamo e pratichiamo? Perche' questi simboli sono ancora attuali ? Perchè ci emozionano? Perchè uomini e donne ogni anno tornano qui a Loreto, come faceva Veniero ? Forse perchè riti e simboli nascono dalla natura più profonda degli esseri umani che eèsempre la stessa, e dunque parlano ancora a tutti noi anche quando non sappiamo bene cosa dicono. Molto sovente troviamo scritto o sentiamo dire che simboli e riti ci sono arrivati dal paganesimo o da una civiltà contadina oggi scomparsa e così si crea un prima e un dopo senza approfondire la continuità. Continuità non è vivere come si viveva una volta, buttare a mare cio' che di buono c'è nella nostra civiltà. Continuità è riappropriarsi di valori che rendano la vita più bella, più armoniosa, più pacifica, più sana».

La mostra sarà inaugurata oggi, 7 giugno alle ore 18. Rimarrà aperta fino a domenica 15 giugno. Mattina e pomeriggio nei week end e solo il pomeriggio durante la settimana.