Il Cai dedica la Marcia dell’amicizia al pastore Bianchi

POPOLI. Amava raccontare di essere nato in mezzo alle pecore, Antonio Bianchi, l’ultimo pastore di Popoli scomparso lo scorso anno. Oggi il Cai, presieduto dal regista Claudio Di Scanno, dedicherà a...
POPOLI. Amava raccontare di essere nato in mezzo alle pecore, Antonio Bianchi, l’ultimo pastore di Popoli scomparso lo scorso anno. Oggi il Cai, presieduto dal regista Claudio Di Scanno, dedicherà a lui la consueta Marcia dell’amicizia, seguendo un itinerario che da Popoli attraverserà molti luoghi di memoria, come i ruderi delle antiche masserie sfiorate dall’acqua del San Callisto, e dove risalta, bellissima, la tenuta Valle Reale. Luoghi frequentati da Bianchi e dalle sue pecore. «Luoghi», spiega Di Scanno, «da dove si gode una vista sublime del Morrone ancora innevato e della Majella. Montagne che evocano storie antiche, magiche e affascinanti: non è un caso se D'Annunzio proprio su queste montagne ambientò il suo celebre dramma pastorale La figlia di Jorio».
«La famiglia Bianchi», continua Di Scanno, «mi ha fornito documenti sulla vita di Antonio, così come hanno fatto a viva voce figli, nipoti, soprattutto la moglie Clara Salotti che racconta aneddoti legati al marito pastore. Nasce da qui l’idea di affidare all’attrice Susanna Costaglione la lettura scenica di un brano del dramma di D'Annunzio, per definire un parallelismo storico-letterario tra il mondo culturale di Aligi (personaggio della Figlia di Iorio) e quello moderno di Antonio».
Il percorso prevede anche una visita all’ultima masseria dove ha abitato Bianchi con la famiglia. (w.te.)
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