Il cammino del Pellegrino 300 km per il Volto Santo

MANOPPELLO. Da “Cammino del Volto Santo” a “Cammino del Pellegrino”. È cambiato il nome della bellissima iniziativa avviata 5 anni fa, consistente nel ripercorrere il tragitto che fece un Angelo del...
MANOPPELLO. Da “Cammino del Volto Santo” a “Cammino del Pellegrino”. È cambiato il nome della bellissima iniziativa avviata 5 anni fa, consistente nel ripercorrere il tragitto che fece un Angelo del Signore, come raccontano storia e leggenda, per portare l’immagine Sacra del Volto di Cristo da Roma a Manoppello, scampata alla distruzione della cappella in Santo Stefano di Sassia dove era conservata.
La sostanza però è rimasta identica. Tanto che domenica il Cammino del Pellegrino, la quinta edizione dell’iniziativa varata nel 2005, è partita da quella cappella di Santo Stefano, vicino San Pietro, con la benedizione del parroco, per fare tappa a piazza Sempione attraversando la capitale.
E lunedì già la seconda tappa di circa 28 chilometri fino a Tivoli. A condurre la marcia lo storico fondatore del percorso, Gino Drappa, coadiuvato da Alan Di Donato equipaggiati di tutto punto e con lo stendardo del Volto Santo in bella vista. A Tivoli, ad attenderli, i componenti del gruppo Nordic Walking Valle dell’Aniene presieduta da Pietro Spano e diretti dall’istruttrice Mara Morgante, che hanno accolto i camminatori, rifocillati e ospitati per la notte, felici di essere stati i primi protagonisti dell’accoglienza di quei volontari. La prime tre edizioni sono state organizzate e curate dal Centro iniziative socio culturale (Cisc) che ne ha registrato il marchio. Lo scorso anno fu invece proposto dal Comune di Manoppello e i camminatori furono accompagnati anche da un drappello di cavalieri e da un gruppo di motociclisti che quest’anno non hanno ridato il proprio contributo.
C’è voluta tutta la volontà e la passione di Drappa, innamorato di questa iniziativa, se quest’anno il Cammino ha rivisto la luce, con il Comune di Manoppello che ha dato l’appoggio morale. «Sono disposto anche a farlo da solo», spiega Drappa, «il nostro Cammino è unico al mondo come lo è la Sacra Immagine che abbiamo a Manoppello e di cui è innamorato tutto il mondo. Il Cammino non finirà, anzi troveremo la strada per potenziarlo sempre di più negli anni a venire».
Diciotto saranno le tappe per un totale di 300 chilometri o poco più, da percorre sui sentieri più interni del centro Italia, quelli percorsi con più probabilità dal salvatore del Volto Santo, che condusse il Sacro Velo a Manoppello, per non farsi scoprire. E Drappa lo annuncia: «Una delle più belle sarà quella che abbiamo battezzato la tappa dell’Acqua, con un percorso che si snoda tra Pratola Peligna e Bussi, attraversando un territorio solcato da quattro fiumi: il Gizio, l’Aterno, il Pescara e il Trino».
Per partecipare chiamare il numero 338/8828432.
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