Il canale abbandonato da 8 mesi

Alanno, la protesta degli agricoltori: lavori mai finiti, il Consorzio di bonifica si attivi
ALANNO. Uno scavo lasciato aperto da circa 8 mesi in zona Torretta, privo di segnaletica e presidi di protezione. Ma non è solo questo che i proprietari terrieri denunciano attraverso l’associazione Insieme per Alanno, presieduta da Fabia Fattore, ma soprattutto che quel lavoro, eseguito dal Consorzio di Bonifica Centro di Chieti Scalo per fini irrigui dei terreni attraversati, è costato circa 13 mila euro, non è stato portato a termine e non può quindi essere funzionale per lo scopo per cui è stato progettato, finanziato e realizzato. Lo scavo infatti, eseguito da una ditta esterna incaricata dal Consorzio Centro, avrebbe dovuto alloggiare una tubazione per il trasporto dell’acqua per favorire le coltivazioni degli agricoltori della zona.
«Già lo scorso anno sono rimasti senza acqua e hanno dovuto rinunciare alla loro attività di produzione di ortaggi e varie colture», spiega la presidente dell’associazione Fabia Fattore. «Non vogliamo che anche per il 2017, con la stagione primaverile alle porte, gli agricoltori debbano privarsi delle produzioni che per loro costituiscono redditi importanti».
Il Consorzio aveva accettato, con specifica delibera, la richiesta dei loro contribuenti per costruzione di una condotta irrigua nel febbraio del 2016 e i lavori erano stati tempestivamente avviati. Lo scavo era stato completato durante i mesi estivi dello scorso anno. «Ma improvvisamente il lavoro si blocca. Si trattava di inserire la tubazione e ricoprire il tutto e renderlo funzionale. Agli agricoltori», va avanti la Fattore, «non è stata data nessuna spiegazione, in beffa al denaro pubblico investito in un lavoro che rischia il degrado, poiché lo scavo aperto è soggetto a rinterrarsi e a ricoprirsi. Con i titolari delle domande di allaccio alla condotta», continua, «ci siamo recati più volte al Consorzio, ricevendo assicurazioni sul completamento lavori. Erano solo promesse. Ad oggi il Consorzio è commissariato, in attesa di elezioni del nuovo presidente e del cda. Questo è l’anello di collegamento che mancava in questa storia di lenta burocrazia che si riverbera sempre sui contribuenti».
Walter Teti
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