Il candidato del sindaco non piace al vice

7 Marzo 2021

San Giovanni Teatino. Di Clemente: «Chiacchiaretta scelta illogica. Nessun riconoscimento per me»

SAN GIOVANNI TEATINO. «Amarezza e delusione». Sono questi i sentimenti del vice sindaco di San Giovanni Teatino Giorgio Di Clemente, dopo la scelta del sindaco Luciano Marinucci di puntare tutto sull’assessore Ezio Chiacchiaretta, facendo il suo nome in vista delle prossime elezioni amministrative.
«Un annuncio a sorpresa», lo definisce Di Clemente, «frutto di una scelta personale del sindaco, non condivisa preventivamente, democraticamente ed esplicitamente con il vicesindaco e con i componenti della maggioranza. Una scelta che suscita amarezza, perché manca di rispetto a chi in quella maggioranza ci ha creduto fin dall’inizio».
Quindi s’interroga: «È questo il trattamento che merita chi, come me, è stato tra i fondatori della lista Progetto comune? Questa la riconoscenza riservata a chi, in entrambe le tornate elettorali, è risultato il primo degli eletti, con un consenso che ha premiato la disponibilità di essere sempre a servizio di tutti i cittadini?».
Di Clemente è un fiume in piena e va avanti: «Il mio senso di responsabilità e la mia lealtà sono sempre stati evidenti in questi dieci anni, in cui ho svolto la funzione di vicesindaco, orgogliosamente sia in rappresentanza della maggioranza eletta che a sostegno dei cittadini. La moneta con cui oggi viene ripagata questa lealtà è l’annuncio di Chiacchiaretta come candidato sindaco, il quale è entrato a far parte del gruppo soltanto negli ultimi anni e che già ben due volte si è presentato, invano, alle elezioni, l'ultima proprio in opposizione di Marinucci. Il rispetto per la persona di Chiacchiaretta rimane, ma non posso condividere una scelta che rimane illogica».
E conclude: «Progetto comune è nato come luogo di condivisione di idee ed esperienze diverse. Ora mi rincresce dover riconoscere che si è trasformato in un progetto politico dichiaratamente schierato, senza un confronto al suo interno. L'impressione è che diversi consiglieri di maggioranza sono ormai relegati al ruolo di mere comparse, da sfruttare unicamente come serbatoio elettorale». (a.d.s.)
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