«Il capo operaio morto folgorato utilizzato in mansioni non sue»

È la conclusione del consulente del pubblico ministero che ha analizzato il cellulare della vittima: agli atti anche i messaggi con il sindaco Russo, accusata di omicidio colposo insieme ad altri 4
FRANCAVILLA. «Sono state individuate chat e immagini da cui si evince che la vittima veniva assiduamente impiegata in mansioni che esulavano sicuramente le proprie competenze lavorative in Comune, quali gli interventi di riparazione e assistenza degli impianti elettrici, la sistemazione del manto stradale, opere di facchinaggio. Insomma, ogni tipo di intervento che i dirigenti dell’ente avessero necessità di far eseguire». È il passaggio chiave della relazione dell’ingegnere Gianfranco Del Prete, nominato consulente dal sostituto procuratore dalla Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri sulla morte di Giancarlo Carulli, 64 anni, il capo operaio del Comune di Francavilla folgorato mentre cercava di sistemare un cavo dell’illuminazione pubblica in via Antonella D’Aquino lo scorso 5 agosto.
Già dai giorni successivi alla tragedia sono indagati, con l’accusa di omicidio colposo, il sindaco di Francavilla Luisa Russo, il vice Wiliams Marinelli, i dirigenti comunali Roberto Olivieri e Maurizio Basile e il responsabile esterno della sicurezza dell’ente Gianni Corradetti.
L’ingegner Del Prete ha analizzato il cellulare della vittima. «Al fine di individuare i dati afferenti al fatto storico contestato agli indagati», si legge ancora sulla relazione, «venivano consultati tutti i dati rinvenuti all’esito degli accertamenti tecnici nelle applicazioni di messaggistica istantanea, nel registro delle chiamate, nella galleria fotografica e nell’agenda dello smartphone. Sebbene all’esito della ricerca non venivano individuate comunicazioni intercorse con gli indagati esplicitamente e direttamente riconducibili all’evento mortale, venivano tuttavia rinvenuti una serie di artifacts (ovvero messaggi e foto, ndr) che ne facevano ravvisare una verosimile responsabilità in capo a questi ultimi». E poi c’è il passaggio decisivo in cui il consulente evidenzia come il capo operaio sia stato utilizzato fuori dalle sue mansioni. Tra i messaggi ritenuti «rilevanti alle indagini» ci sono quelli scambiati tra Carulli e il sindaco Russo, inerenti alcuni lavori da svolgere.
«Considerando che le ultime comunicazioni avute dalla vittima», è scritto sempre sul documento, «erano inerenti la risoluzione di problematiche elettriche e che gli ultimi contatti telefonici intercorsi, tra l’altro ripetuti, risultavano essere quelli con taluni degli indagati, non si può certamente escludere che la vittima fosse stata incaricata telefonicamente da questi ultimi di eseguire l’intervento elettrico che ne ha provocato la morte».
Tre pali della luce della strada in cui si è consumata la tragedia sono stati sequestrati, sempre su richiesta del pm Ciani, perché ritenuti fuori legge.
I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Marco Bevilacqua, mentre gli indagati sono difesi dagli avvocati Marco Femminella, Augusto La Morgia ed Elio Carlino.
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