Il caso: insegnanti vaccinati costretti alla quarantena

16 Maggio 2021

Basta un alunno positivo per mandare a casa anche chi è già immunizzato con le due dosi  Lo sfogo di una docente: «In due mesi ne ho fatte quattro di seguito, rischio di impazzire».

«Quattro quarantene consecutive, così io impazzisco». A parlare è una docente della provincia di Teramo, ma come lei ci sono decine di colleghi che si trovano nella stessa situazione. L’Abruzzo si fa portavoce di un serio problema, cioè le quarantene obbligatorie per gli insegnanti che sono stati vaccinati anche con la seconda dose. Sono iper protetti, eppure la burocrazia delle disposizioni in vigore impone loro l’isolamento nel momento in cui viene scoperto un caso di positività tra gli studenti delle scuole. È un’enorme contraddizione e l’Abruzzo solleva il caso. Il presidente Marco Marsilio avanza la sua richiesta e nelle prossime ore la Regione si rivolgerà direttamente al ministro per chiedere di modificare il protocollo.
LA REGOLA. Sono decine gli appelli che stanno arrivando alla Regione dai docenti. Il mondo della scuola chiede che la stessa Regione si faccia parte attiva affinché ci sia un cambiamento di questa regola. Ma quali sono le disposizioni attuali?
Ecco cosa dice l’Istituto superiore di sanità sulla gestione della popolazione venuta in contatto con dei contagiati. «Se una persona viene in contatto con un caso positivo deve essere considerata contatto stretto anche se vaccinata e devono essere adottate tutte le disposizioni prescritte dalle Autorità sanitarie. Si mantiene la deroga alla quarantena solo per il personale sanitario fino a un’eventuale positività ai test o alla comparsa di sintomatologia». Un modo di agire, dunque, che non ammette eccezioni se non per il personale sanitario. Questo significa ricomprendere nella regola anche docenti e personale scolastico in genere. Che però è stato vaccinato, anche con una certa priorità rispetto ad altre categorie, e in tanti sono immunizzati avendo ricevuto la seconda dose. È quindi una regola che penalizza i docenti vaccinati poiché basta che il bambino o il giovane studente nel caso si tratti di un ragazzo che frequenta un istituto superiore o uno stesso insegnante abbia frequentato la scuola quattordici giorni prima dell'insorgenza dei sintomi o tampone positivo, che scatta la quarantena per tutta la classe della durata di quattordici giorni (in assenza di insorgenza di sintomi anche lievi) con successiva riammissione della persona in collettività a seguito di tampone negativo.
A COSA SERVE IL VACCINO? Basta quindi una positività per mandare tutti in quarantena. Ed è il caso di una docente teramana che, seppur vaccinata, ha avuto la sfortuna di insegnare in quattro classi diverse dove si sono verificati altrettanti casi di contagio. È stata pertanto costretta a sottoporsi per quattro volte all’isolamento domiciliare. Tradotto in numeri: 56 giorni di quarantena nonostante la vaccinazione. Ma il suo è solo uno di decine e decine di situazioni che si ripetono.
Ecco perché il mondo della scuola chiede a gran voce un aggiornamento di queste regole. Sarebbe anche un modo per non rendere inutili gli sforzi fatti sulla campagna vaccinale coordinata dal referente regionale Maurizio Brucchi durante la quale è stata data priorità a questa categoria di abruzzesi e italiani. Basterebbe probabilmente rispettare le regole, mascherina e distanziamento, o al massimo un tampone di controllo per evitare questa procedura a persone che sono già difese dal virus.
IL CONTRASTO. Sono protocolli che contrastano con quella che è la realtà attuale: sono disposizioni che potevano funzionare prima, quando le dosi contro il Covid erano ancora e solo una speranza, ma non adesso che la situazione è molto diversa, con il dato delle inoculazioni che aumenta quotidianamente.
Basta analizzare i numeri per capire che qualcosa va rivisto. I dati ufficiali nella serata di ieri, infatti, raccontano che tra il personale scolastico tutti tra i 30 mila iscritti alla piattaforma per questa categoria hanno ricevuto almeno una dose di vaccino.
L’IMPEGNO DEL PRESIDENTE. Il presidente della Regione Marsilio si fa portavoce di questa situazione ed è pronto a portare l’istanza al ministero. «Abbiamo fatto tanto lavoro per rendere sicure le scuole sottoponendo il personale scolastico a vaccinazione e dando soprattutto priorità a questo tipo di somministrazioni. Quindi è assurdo che se un bambino risulta positivo la propria insegnante, che è immunizzata, sia costretta a quattordici giorni di quarantena», afferma il governatore. «Il vaccino non dà la certezza assoluta ma basterebbe fare un tampone e non costringere decine di insegnanti a continue quarantene».
Quindi Marsilio conferma il suo impegno nel portare la problematica sui tavolo romani: «Mi farò promotore con il ministero per risolvere questo caso che ritengo essere vera e propria contraddizione».