«Il centrodestra è di nuovo una comunità di popolo»

14 Giugno 2017

PESCARA. Nazario Pagano è il coordinatore regionale di Forza Italia.Pagano chi ha vinto e chi ha perso in questa tornata amministrativa?«Direi che hanno vinto il centrodestra e il centrosinistra che...

PESCARA. Nazario Pagano è il coordinatore regionale di Forza Italia.
Pagano chi ha vinto e chi ha perso in questa tornata amministrativa?
«Direi che hanno vinto il centrodestra e il centrosinistra che consolidano e confermano di essere gli unici interpreti della politica locale».
Quindi ha perso il Movimento 5 Stelle?
«Il Movimento 5 Stelle a livedllo locale è percepito come espressione di esponenti politici che non appaiono riferimenti sicuri per i problemi amministrativi di tutti i giorni. Ma questo è un fenomeno non solo abruzzese».
Questa potrebbe essere una lezione anche per i partiti tradizionali.
«Penso che domenica sia stato l’inizio del riscatto dei partiti tradizionali, così come dovrebbero essere secondo la nostra costituzione: filtri tra i cittadini e le istituzioni. Benché vi sia ancora una proliferazione di liste civiche: anche Forza Italia, talvolta, in questo appuntamento si è presentato attraverso simboli assimilabili ma civici ».
Perché succede?
«Per un doppio fattore: viviamo in una fase di antipolitica, anzi di antipartitismo, che si percepisce anche a livello locale. C’è poi il bisogno di intercettare voti che potrebbero non essere strettamente politicizzati o schierati da una parte o dall’altra. Però vedo che questa cosa va lentamente scemando. D’Altra parte chi si candida lo fa per risolvere problemi locali che non necessariamente devono essere colorati di principi o di valori che su scala nazionale hanno più senso. E più piccola è la comunità, maggiore è questa sensazione. Nei comuni piccolissimi ci sono anche liste trasversali e nessuno si scandalizza».
Un segnale chiaro che arriva da questo voto è che insieme si vince.
«È un aspetto che mi è sempre stato chiaro. Nei comuni con più di 15mila abitanti dove la legge ti consente di formare coalizioni, l’unità del messaggio dell’offerta politica diventa determinante per vincere. È la ragione per la quale nelle ultime comunali di Pescara feci di tutto per andare uniti, sostenendo che quella divisione sarebbe stata pagata amaramente. Per la stessa ragione ho combattuto come un leone all’Aquila per arrivare all’unità. Questo ha consentito a un centrodestra che pochi mesi prima era inesistente, lesionata in poche espressioni locali, di stare in partita. Oggi possiamo dire che il centrodestra è l’ espressione di una comunità di popolo che desidera essere rappresentata da dirigenti che diano segnali di unità e non di disgregazione».
E per il futuro?
«Dobbiamo ridare una voce ai tanti che ci hanno abbandonato, soprattutto non andando più a votare. È la vera sfida». (a.d.f.)