Il centrodestra cala il tris: Meloni, Tajani e Salvini il 5 marzo a Pescara

Insieme in piazza Salotto, ma il Patto per l’Abruzzo risponde subito con Conte, Schlein e Calenda Il leader dei 5 Stelle arriva il 29 febbraio, il capo di Azione torna il 4 marzo e la segretaria dem il 7
PESCARA. Il centrodestra cala il tris di assi: Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme sullo stesso palco, in piazza Salotto a Pescara, il 5 marzo prossimo. Esattamente come accadde cinque anni fa, l’8 febbraio del 2019, cioè 48 ore prima delle elezioni regionali vinte da Marco Marsilio, quando Meloni, Salvini e, allora, Silvio Berlusconi, si ritrovarono nella sala consiliare del capoluogo adriatico, davanti a una folla di giornalisti, fotografi e cameramen. E portarono fortuna all’esordiente candidato del centrodestra.
Corsi e ricorsi storici con una differenza sostanziale: nel 2019, Fratelli d’Italia muoveva i suoi primi passi, oggi invece è l’azionista di maggioranza di una triplice alleanza di governa che in Abruzzo si gioca il futuro contro il campo largo del candidato presidente Luciano D’Amico. Che non resta a guardare e cala il proprio tris di assi: Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che verrà in Abruzzo il 29 febbraio e ci resterà altri tre giorni per recarsi in tutte e quattro le province; il 4 marzo, invece, sarà la volta di Carlo Calenda, il capo di Azione, che tornerà in regione per puntare dritto sull’Aquila. E infine, il 7 marzo, riscende in campo per la quarta volta la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, alla quale manca solo Pescara per completare il suo tour elettorale.
Mai come in queste elezioni regionali tanti big della politica hanno battuto a tappeto la nostra regione diventata il test elettorale decisivo a livello nazionale sia per il governo di centrodestra sia per tutte le opposizioni che, in Abruzzo, vantano una compattezza senza precedenti.
Siamo davvero alla vigilia della madre di tutte le sfide. Del resto, ogni tanto, la storia si ricorda di passere per l’Abruzzo. Accade raramente, persino con ex re e dittatori in fuga, ma accade.
Il risultato elettorale avrà ricadute importanti. Questa è la prima Regione guidata da Fratelli d’Italia, è il collegio della leader Meloni, quindi è una bandiera, per l’opposizione invece è un presidio da conquistare. Sarà il banco di prova per il governo, un sondaggio sul consenso dei cittadini. E sarà un test anche per gli avversari sulle possibilità concrete del campo largo per battere la destra. Ma non c’è confronto tra il 2019 ed oggi. Tant’è che il calendario dei big della politica non si limita ai leader. L’elenco infatti si allunga di ora in ora. Venerdì, per esempio, sarà un giorno ricco per il campo largo. Si parte con l’economista di Bari Gianfranco Viesti che, alle 10, sarà nel quartier generale di piazza Unione a Pescara, dove si parlerà di autonomia differenziata. Poi, alle 17,30, nella sala consiliare del Comune di Pescara, ci saranno Antonio De Caro, presidente nazionale dell’Anci, il candidato presidente D’Amico, il deputato del Pd, Luciano D’Alfonso, e Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e presidente regionale dell’associazione dei Comuni, per parlare di “Abruzzo/Europa, le ragioni di una sfida”. Infine, alle 19 a Chieti, sanità e Pnrr saranno al centro di un convegno nella sala consiliare della Provincia, moderato dalla deputata M5S, Daniela Torto, e con la partecipazione, tra gli altri, di Mario Turco e Michele Gubitosa, vice presidenti del partito di Conte.
Sul fronte opposto, il centrodestra invece fa scendere in campo Orazio Schillaci, ministro della Salute, che martedì 27 febbraio sarà all’Aquila per una visita all’ospedale San Salvatore e per partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università, come annuncia il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Liris, sottolineando gli obiettivi raggiunti dal presidente ricandidato nel campo della sanità.
«L’Abruzzo, grazie al lavoro svolto negli ultimi cinque anni, è riuscito a superare la fase buia del post-commissariamento», afferma il parlamentare meloniano, «sbloccando assunzioni e tornando a investire sulle dotazioni tecnologiche. Dal 2019 ad oggi», conclude, «non soltanto abbiamo chiuso i conti in equilibrio, ma abbiamo posto le basi per una sanità più efficiente e più vicina alle esigenze del cittadino, a partire dagli investimenti che permetteranno di ridurre le liste d’attesa».
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