«Il centrodestra litiga, la città è senza guida»

23 Giugno 2019

Movimento 5 Stelle e Pd attaccano la maggioranza: a un mese dalle elezioni sono già in difficoltà

PESCARA. L’opposizione ha approfittato dell’occasione per attaccare il centrodestra in difficoltà nel formare la nuova giunta. Movimento 5 Stelle e Pd hanno espresso dure critiche ieri nei confronti del sindaco e della sua maggioranza.
La prima ad intervenire è stata la neo consigliera M5S Erika Alessandrini. «A quasi un mese dalla chiusura delle urne», ha affermato, «il centrodestra vincente al primo turno si trova già in panne, incapace persino di nominare una giunta comunale». «Purtroppo», ha aggiunto, «non siamo sorpresi, perché questa è la destra al governo: un'accozzaglia di partiti grandi e piccoli e finte liste civiche che portano al tavolo solo pretese, minacce, personalismi, spartizioni di poltrone. Più interessati agli appetiti di potere, che a trovare i migliori elementi per guidare la città più grande e importante d'Abruzzo».
Dello stesso tenore le reazioni giunte dal Pd. «È del tutto evidente», ha fatto presente il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, «che lo scontro è basato solo sulle poltrone e su chi prende più potere. Stiamo assistendo ad un assalto alle poltrone senza una parola sui programmi da portare avanti nell’interesse dei cittadini. La partenza lascia poche speranze per il futuro della città e dei pescaresi quando arriveranno sul tavolo le decisioni importanti».
Pesante il giudizio espresso anche dai neo consiglieri comunali del Pd Stefania Catalano, Giacomo Cuzzi, Piero Giampietro e Francesco Pagnanelli. «Al di là dei post propagandistici del sindaco che prova a coprire il vuoto intorno a lui», hanno scritto in una nota, «la città è sospesa, senza governo, senza guida e né programmazione. Ci sono cantieri da seguire, parchi da manutenere, eventi culturali e turistici da confermare, un anno scolastico da programmare, ma tutto ciò continua a restare immobile». «Per adesso», hanno continuato, «la prima promessa fatta dal sindaco, ostaggio della Lega, cioè quella di nominare la giunta sabato mattina, è stata platealmente sconfessata e non si sa neppure fino a quando Pescara resterà ostaggio di questa guerra di poltrone in cui emerge una cosa sola: gli uomini sono sempre gli stessi, hanno solo cambiato partito e sotto insegne diverse continuano la guerra fra correnti che combattevano quando erano tutti dentro Forza Italia».
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