Il centrosinistra: fanno solo annunci

31 Ottobre 2020

I sette consiglieri elencano ciò che non va e chiedono la commissione Salute

PESCARA . «In questi otto mesi tanti annunci e pochi fatti, come se la sanità regionale non avesse una governance. L’Abruzzo è finito in balìa della seconda ondata che rischia di essere più pesante, dopo che in primavera le misure del Governo avevano evitato il peggio alla nostra Regione». I consiglieri abruzzesi di centrosinistra fanno l'elenco delle cose che non vanno, attaccano duramente l'esecutivo e regionale e chiedono la convocazione urgente della Commissione Salute del consiglio regionale.
«Saltata già da giorni la rete del tracciamento», dicono i consiglieri dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto, «saltata da settimane quella della prevenzione, con il caos dei punti di prelievo dei tamponi e la campagna dei vaccini antinfluenzali rinviata sine die; reparti al limite, tanto da pensare di coinvolgere anche i privati; nessuna iniziativa positiva per allargare la rete dei servizi territoriali, oberando medici e operatori sanitari senza sostenerli». Per questi motivi Silvio Paolucci, Dino Pepe (nella foto), Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia hanno chiesto la convocazione urgente di una seduta straordinaria della commissione, per «poter esaminare le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza» e affinché l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, riferisca «su cosa hanno fatto in questi mesi, su come spenderanno le pur cospicue risorse che hanno a disposizione e perché il 29 settembre ci avevano assicurato che tutto era sotto controllo». «Hanno avuto otto mesi per evitare di trovarsi in queste condizioni», affermano i consiglieri di opposizione, «hanno fatto tavoli su tavoli, dopo cui mettere nero su bianco una rete che anziché servire il territorio è rimasta sulla carta, salvo qualche eccezione. C’è l’ospedale Covid di Pescara, ma in questi mesi è stato smantellato l’ospedale di Atessa che non si è ancora riattivato per le altre prestazioni; problemi anche ad Avezzano, salita alle cronache per le vittime dei giorni scorsi, L'Aquila, Chieti Atri, Lanciano, Vasto, Penne, Pescina, Tagliacozzo, Sulmona, nessuna struttura è uscita indenne dall’organizzazione del governo regionale di centrodestra. Una pioggia di milioni, ma che ci hanno fatto?», si chiede il centrosinistra.
Tra gli aspetti tirati in ballo dal centrosinistra, che ricorda le risorse a disposizione dell'Abruzzo, ci sono la rete territoriale, il potenziamento dell'assistenza domiciliare e delle cure primarie, l'aumento delle figure professionali, il sistema informativo covid e la telemedicina. I consiglieri vogliono «un confronto vero che parta da numeri rigorosi, certificati, credibili. Degli annunci e dei tavoli non sappiamo più che farcene: non aiutano l’Abruzzo ad affrontare la fase 4, né la crisi che ne consegue». (l.d.)