Il Circolo Nautico compie 50 anni Ma il futuro è incerto

La sede di Francavilla messa in pericolo dal nuovo porto I responsabili: rischiamo la chiusura. Domani il brindisi
FRANCAVILLA AL MARE. Il Circolo Nautico di Francavilla si appresta a spegnere le 50 candeline, ma il suo futuro è avvolto dall’incertezza legata alla realizzazione del porto.
A settembre dovrebbero riprendere i lavori per ultimare un’opera iniziata più di dieci anni fa e che preoccupa i responsabili del Circolo. I quali, pur augurandosi il suo completamento, chiedono di apportare delle modifiche in modo da non intaccare tutte quelle attività che in questo momento si svolgono nello specchio d’acqua oggetto del contendere.
La storia del Circolo nasce nel 1969, con l’atto costitutivo sottoscritto il 25 agosto e la prima, provvisoria sede ospitata dall’Agenzia di Soggiorno all’interno di Palazzo Sirena.
Con il passare del tempo la struttura, oggi presieduta da Carlo Mancini, è progressivamente cresciuta, tanto che dieci anni dopo ospitava già diverse attività della nautica da diporto, affiliandosi ad altre associazioni, quali la vela, la pesca sportiva, la subacquea e la canoa Kaiak.
Inoltre, qui dentro hanno trovato spazio diverse associazioni che si occupano di disabilità, di cani di salvataggio ed altre attività legate al mare.
Tuttavia, nonostante il centro di via Pola si avvia a festeggiare i 50 anni di attività, sono proprio i responsabili a lanciare l’appello, preoccupati dagli sviluppi della vicenda.
«Malgrado la piena vitalità del circolo, che si appresta a festeggiare le sue nozze d'oro, ci sono problemi che rendono il futuro precario a causa della realizzazione di un porto proprio nello specchio di mare antistante la sede», si legge in una nota. Che continua: «La preoccupazione nasce dal fatto che il progetto della struttura portuale, dal Circolo certamente auspicata, prevede la cancellazione degli attuali spazi a disposizione. Per poter continuare la sua attività tesa a diffondere la navigazione da diporto, le regate, gli altri sport nautici, oltre allo svolgimento di attività sociali, ricreative e culturali c'è concreto bisogno di spazio per il rimessaggio, per l'alaggio delle barche, per creare zone destinate al varo e per avere un accesso diretto alla zona portuale».
Insomma, quello che si chiede non è la rinuncia alla realizzazione del porto, ma evitare con la stessa di danneggiare il Circolo Nautico: «L'auspicio quindi resta la rivisitazione del progetto che tenga conto delle esigenze di chi, senza scopi di lucro, lavora per la promozione e l'affermazione delle attività nautiche, con ritorni più che possibili anche per il turismo del territorio».
Ciononostante, in questo momento il pensiero principale dei responsabili è festeggiare il raggiungimento di quest’importante traguardo, con un brindisi, domani sera alle 19, nella sede del Circolo»
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