Il Classico europeo piace Resiste il fascino del cuoco

2 Marzo 2016

Il D’Annunzio inverte la tendenza e registra un aumento delle presenze Reggono l’Alberghiero, l’Acerbo e gli scientifici. Bene anche il Manthoné

PESCARA. Complice, probabilmente, la nuova creatura, il liceo classico europeo, che tra l'altro ha sintetizzato in una sola disciplina il greco antico e il latino, al liceo classico D'Annunzio per l'anno scolastico prossimo sono lievitati gli iscritti.

«Siamo a un più trenta», fa sapere la dirigente scolastica, Donatella D'Amico, a distanza di poco più di una settimana dalla chiusura delle iscrizioni online, il 22 febbraio scorso, «se confrontiamo i dati di quest'anno a quelli dell'anno scorso».

«Dunque», sottolinea la preside, «è andata più che bene e per il prossimo anno passeremo da sette a otto sezioni, di cui due dedicate al liceo classico europeo e le altre sei al liceo classico tradizionale».

E se la dirigente del liceo Classico gongola, gli altri dirigenti scolastici della città annunciano una sostanziale tenuta, in quanto al numero dei nuovi iscritti, dei propri licei o istituti di istruzione secondaria.

«Abbiamo mantenuto il numero che da qualche anno ci caratterizza», osserva la dirigente scolastica dell'iis Tito Acerbo, Annateresa Rocchi.

«Quello che faccio notare», ha proseguito Rocchi, «è che è cresciuto il numero degli studenti che, pur avendo conseguito voti alti negli istituti di istruzione primaria di secondo grado, ha poi scelto di iscriversi in un istituto tecnico».

«Un ottimo risultato», per il dirigente del liceo scientifico Galilei, Carlo Cappello, la performance della scuola di via Balilla, «e sostanzialmente confermiamo il numero degli iscritti. Possiamo dire che il grosso successo è quello di intercettare le caratteristiche dei ragazzi».

«Siamo soddisfatti», commenta Giuliano Bocchia, dirigente del liceo scientifico da Vinci. «Abbiamo registrato», prosegue il preside, «anche un 20 per cento in più di iscritti nella sede di via Vespucci». Ma la riflessione di Bocchia è stata più generale.

«Io però credo», fa notare, «che se a livello regionale abbiamo avuto una percentuale del 57% di studenti che si è iscritta ai licei, potrebbe voler dire che il livello dei licei si è abbassato».

Una classe e trenta studenti in più anche all'Ipsias Di Marzio, diretto da Daniela Massarotto. «Un incremento», spiega la preside della scuola professionale che ha sede in via Arapietra, «dovuto all'introduzione di nuovi indirizzi - pur se sono cresciuti anche gli odontotecnici - e alla qualità dell'istruzione».

La soddisfazione è avvertita anche da Antonella Sanvitale, dirigente dell'iis Manthonè. «Siamo aumentati del 20 per cento», dà notizia Sanvitale, «ma in generale va detto che al centro-sud l'onda lunga della ripresa ancora non si è avvertita e non c'è stata pertanto quell'inversione di tendenza attesa nel confronto tra licei e istituti tecnici in quanto al numero di iscrizioni».

Per la preside dell'alberghiero De Cecco, Alessandra Di Pietro, «i nuovi iscritti, 214, sono pienamente in linea con i numeri dell'anno scorso, nonostante le difficoltà logistiche che abbiamo dovuto affrontare quest'anno».

Un calo è stato avvertito nel liceo artistico Misticoni-Bellisario, ma la dirigente, Gabriella Consolazio, rileva che «il numero delle classi è identico a quello dello scorso anno. Questa diminuzione», secondo la preside, «è legata al calo demografico iniziato una quindicina di anni fa e che ora comincia a farsi sentire».

Una stabilizzazione degli iscritti arriva anche dall'iis Volta. «Sono più o meno trecento, come l'anno scorso», nota la dirigente dell’istituto Maria Pia Lentinio.

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