Il Colle del Telegrafo tra cicche e abbandono Protesta dei cittadini

13 Luglio 2022

I frequentatori del parco lamentano carenza di pulizia e di controlli L’assessore Sulpizio: in funzione 3 nuove telecamere contro i vandali

PESCARA. Spuntano ciuffi d'erba intorno alle mattonelle di asfalto su cui poggiano le altalene. Enormi massi buttati a caso chiudono l'imbocco dell'area dei resti dell'antica cisterna dell'acqua piovana prosciugata. Le panchine sono sradicate dal cemento e spostate di qua e di là dai frequentatori del parco con vista mozzafiato sulla città. Sotto la torretta, una distesa vergognosa di cicche di sigarette.
Deturpato dagli incivili il Colle del Telegrafo, scenario naturale e archeologico risalente all'Alto Medioevo che domina la città a 130 metri di altezza, «affollato soprattutto di notte con le auto che scorrazzano lungo i sentieri», raccontano i frequentatori (pochi, con il caldo torrido) che chiedono più servizi, pulizia delle sterpaglie, tavoli, fontanelle, un ristoro, persino un'area sgambettamento dei cani per non sporcare gran parte del tappeto verde.
Intanto, l'assessore con delega ai sistemi di videosorveglianza Adelchi Sulpizio annuncia che sono entrate in funzione tre telecamere «ad alta risoluzione che sorvegliano il parco ad ampio raggio». Francesco e Matteo, pescaresi, rispettivamente maestro e allievo di Thai Chi, si godono il paesaggio sotto i rami di robinia che fornisce l'unico ombreggio del luogo. «Questo è un meraviglioso posto dell'anima che abbiamo scoperto da poco», dicono, «un ambiente meditativo con un panorama che si fonde tra cielo e mare, da quassù si ha la percezione dell'infinito. Proprio per queste caratteristiche, non dovrebbe cambiare la sua natura un po’ selvaggia. Va solo migliorato ripulendo le sterpaglie e lasciando intatta la flora autoctona, potenziate le zone d'ombra dal momento che c'è solo questa in mezzo a una distesa assolata di ulivi. Altra nota stonata, la selva di antenne che dovrebbe scomparire». Sopra la torretta che domina il mare, due studenti, Beatrice Rinonapoli di Pescara e Giacomo Assetta di Alanno, si godono il paesaggio: «Qui è bellissimo, c'è silenzio e la giusta atmosfera per studiare», dicono. Jacopo Micheletti e Ludovica, studenti del Marconi, si rinfrescano sotto il gazebo che custodisce i resti archeologici. Alessandro Di Girolamo, aquilano, quando può corre in cima al Colle per passeggiare con la sua cagnetta.