Il collega: quel sentiero lo conosceva bene

Il professionista lascia la moglie Sara, che lavora con lui nello studio Assioma di Spoltore, e due figli
PESCARA. Un professionista e un lavoratore esemplare. Rigoroso, studioso e sempre aggiornato, oltre che rispettoso dell’etica e delle leggi che regolano il mestiere. Fabrizio Scocchia, originario di Bisenti, nel Teramano, era diventato negli ultimi anni il riferimento dello studio di commercialisti Assioma di Spoltore, in cui lavorava con la moglie Sara Di Giovanni, e con lo storico titolare e collega Alessandro Di Marco. Ieri, quando nel pomeriggio è arrivata la notizia, lo sgomento e l'incredulità hanno preso il sopravvento.
«Ha iniziato con me l’attività», racconta distrutto Di Marco, «siamo colleghi da trent’anni, nel tempo siamo diventati amici. Mai avuto uno screzio in tutto questo tempo, impossibile con lui, che era una persona perbene, un marito e padre amorevole. Il mio pensiero va alla moglie Sara, che lavora con noi in studio, e ai suoi due ragazzi, Matteo, di 20 anni, e Simone, di 18. Negli ultimi tempi io avevo gradualmente passato a lui il testimone della gestione dello studio e dei clienti. Si era sempre dimostrato all’altezza con la sua preparazione, educazione e cordialità. Ci sapeva fare».
La montagna era un passatempo della domenica più che una vera passione, per Fabrizio. Ieri pomeriggio l’aveva scelta per trascorrere con i due amici il primo giorno di ferie. Il suo sport preferito era il ciclismo: faceva parte della società spoltorese “Amici della bici”, in cui i figli erano stati tesserati fin da bambini. «Amava la bici, in montagna andava ogni tanto, la domenica, per fare passeggiate, cercare funghi o stare in relax. Non era un professionista dell’arrampicata, ma quel sentiero lo conoscevamo bene. Anch’io l’ho fatto in passato. Temo che siano stati il sole e il caldo a causare questa tragedia: lassù, a più di duemila metri, il sole picchia forte», chiude con la voce rotta Alessandro Di Marco.
L’assessore del Comune di Loreto Aprutino, Massimo Pica, è uno storico cliente dello studio Assioma da anni e conosceva bene Fabrizio: «Sono senza parole, una persona seria, rigorosa ed estremamente gentile. La sua scomparsa mi addolora. Un pensiero e un abbraccio alla famiglia e ai colleghi».
L'avvocato Lucio Schiona ne ricorda le doti, riconosciute da tutti i clienti: «Lo conoscevo da trent'anni: con lo studio Assioma seguiva mio padre, poi me e la nostra famiglia. Sempre corretto e trasparente. Una persona pulita, gentile, attaccata alla famiglia. Di lui conserveremo sempre un meraviglioso ricordo».
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