Il comizio di Meloni a Pescara per sciogliere il nodo Europee

La premier verso la candidatura, l’annuncio alle 11 di domenica prossima all’evento nazionale
PESCARA. I manifesti che annunciano la sua candidatura alle Europee di giugno sono già stati affissi nelle principali città italiane. Ma vuole essere lei, Giorgia Meloni, a rivelarlo. E per farlo ha scelto l’Abruzzo che torna ad essere al centro della politica nazionale e che cruciale per la premier che domenica prossima, alle 11, terrà il comizio conclusivo della Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia, in programma a Pescara dal 26 al 28 aprile.
Sabato scorso, Antonio Tajani ha sciolto la riserva e ha confermato che si candiderà come capolista in tutte le circoscrizioni per Forza Italia. Unica eccezione è la circoscrizione Isole, dove il primo nome in lista sarà quello di Caterina Chinnici. E ieri è arrivata la conferma di Elly Schlein: la segretaria dem sarà capolista al Centro e nelle Isole. Cecilia Strada nella circoscrizione Nord ovest, Stefano Bonaccini al Nord est, Lucia Annunziata al Sud. Mentre, nel centrodestra, Matteo Salvini da tempo ha fatto sapere che non sarà candidato per la Lega. L'attenzione quindi si sposta su Meloni.
ATTESI IN TREMILA
Lo slogan sui suoi manifesti elettorali per le Europee recita: "Con Giorgia l'Italia cambia l’Europa”. L’ufficialità dovrebbe arrivare dal palco montato sulla spiaggia pescarese, davanti alla Nave di Cascella, per l’evento politico che accoglierà dai 2.500 ai 3mila esponenti di Fratelli d’Italia a partire dai pezzi da Novanta del partito della premier. Da La Russa, Crosetto, Rampelli e Lollobrigida a Fitto, Nordio, Urso, Roccella, Santanchè e Delmastro, e non solo, saranno tutti presenti, accolti dai vertici abruzzesi di Fratelli d’Italia con Marsilio, Sigismondi, Liris, Testa, Bergamotto e il sindaco dell’Aquila Biondi in prima linea.
Il responsabile dell’organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, interpellato ieri telefonicamente dal Centro, conferma che «Giorgia Meloni scioglierà a Pescara il nodo della sua candidatura». Non va oltre, però. Mentre per domani si conoscerà meglio il programma della Conferenza programmatica, la terza nella storia di Fdi, dopo quelle di Torino e Milano, intitolata: “L'Italia cambia l'Europa”.
LA CHIAVE DEL SONDAGGIO.
L'obiettivo di Fratelli d’Italia è quello di ottenere il massimo dei voti alle Europee, di risalire nei sondaggi e di migliorare il 26% delle Politiche del 2022.
E a spingere a favore della candidatura della presidente del Consiglio c’è la rilevazione di Antonio Noto, svelata giovedì scorso a Porta a Porta, che apre a prospettive molto positive in termini di percentuale per Fratelli d’Italia.
L’effetto Meloni, candidata capolista nelle cinque circoscrizioni, porterebbe il partito della premier al 29,5%, quindi tre punti e mezzo in più rispetto alle politiche del settembre 2022. Subito dopo i piazzerebbero il Pd al 20%, i 5 Stelle al 15,7%, Forza Italia al 9,2% e la Lega all’8,3%.
SCADONO I TERMINI
Le elezioni dei membri del Parlamento europeo che spettano all'Italia si svolgeranno l'8 e il 9 giugno 2024. Il 1° maggio però scadranno i termini per la presentazione delle liste dei candidati.
Si voterà con il sistema elettorale proporzionale con soglia di sbarramento del 4% e possibilità di voto di preferenza. Il diritto di voto è esercitato dai cittadini con almeno 18 anni di età, mentre per candidarsi l'età minima è di 25 anni.
La scheda elettorale è unica, si vota per una delle liste e si possono esprimere da una a tre preferenze. Nel caso di espressione di due o tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso: due uomini e una donna o viceversa, alternando il genere.
ELECTION DAY
Contemporaneamente alle elezioni europee, si svolgeranno le elezioni regionali in Piemonte e le consultazioni per l'elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali che, in Abruzzo, riguarderanno 96 Comuni su 305 (il 31,5 per cento del totale).
La chiamata alle urne per la tornata amministrativa interesserà circa 400mila abruzzesi, pari al 31,43 per cento della popolazione residente in base ai dati dell’ultimo censimento (1.272.627 abitanti). Oltre a Pescara, unico capoluogo di provincia in corsa, i Comuni con oltre 15mila abitanti che andranno al voto sono Montesilvano e Giulianova.
Per le Europee, invece, sono chiamati alle urne tutti gli elettori abruzzesi. Alle scorse Europee, che si tennero il 26 maggio del 2019, nella nostra regione si registrò un’affluenza del 52,11% pari a 581.643 elettori. La Lega ottenne il 35,31%, seguita dal Movimento 5 Stelle al 22,44% per cento e quindi il Pd al 19,96%. Mentre allora FdI raggiunse il 7%.
I 76 SEGGI
Attualmente, gli eurodeputati sono 705 (compresa la presidente Roberta Metsola), mentre nella legislatura che si insedierà questa estate (la decima) saranno 720, poiché sono stati aggiunti 15 seggi ripescati tra quelli che erano andati persi con la Brexit.
In totale l’Italia avrà 76 seggi suddivisi tra le cinque circoscrizioni che comprendono più regioni. I seggi sono assegnati a liste concorrenti presentate nelle circoscrizioni.
In Italia ci sono cinque circoscrizioni macro-regionali: Nord-ovest (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia), Nord-est (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia), Centro (Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio), Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia) e Isole (Sicilia e Sardegna).
Nella circoscrizione Sud, ciascun partito presenterà liste con 18 candidati, espressione di sei regioni che complessivamente, nel 2019, contavano 13.966.949 elettori. Allora, per conquistare un seggio servirono 775.942 preferenze. Le candidature si presentano nell'ambito delle 5 circoscrizioni e un candidato può presentarsi in più circoscrizioni.
GLI SCENARI
I membri dell'Eurocamera provengono da tutti e 27 gli Stati membri, secondo un rapporto di proporzionalità decrescente rispetto alla popolazione nazionale per evitare che i Paesi più piccoli siano sottorapresentati. Gli eurodeputati si eleggono su base nazionale, ma nel Parlamento Europeo si aggregano non secondo la loro provenienza geografica bensì secondo l'affiliazione politica.
Il gruppo più numeroso è quello del Partito popolare europeo (Ppe) di centrodestra, che conta attualmente 178 deputati (e la presidente dell'Aula). A seguire c'è l'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D) di centrosinistra, con 141 seggi. In terza posizione ci sono i liberali di Renew con 100 parlamentari, mentre al quarto posto troviamo i Verdi (Greens/Efa) con 71 deputati.
Le destre europee sono ripartite tra i Conservatori e riformisti europei (Ecr) e il gruppo di Identità e democrazia (Id), che dispongono rispettivamente di 67 e 58 seggi nell'assemblea. I deputati della Sinistra (Gue/Ngl) sono 38 e, infine, ci sono 51 parlamentari non affiliati ad alcun gruppo politico.
La maggioranza all'Eurocamera è composta da una grande coalizione delle forze europeiste, cioè popolari, socialisti e liberali. Il partito della premier, Fratelli d'Italia, è uno dei membri più rappresentati nel gruppo dei Conservatori (Ecr), di cui Giorgia Meloni è presidente dal settembre 2020. Quanto agli altri partiti dell'attuale maggioranza italiana, la Lega è uno dei partiti più grossi nel gruppo dell'ultradestra euroscettica (Id), mentre Forza Italia fa parte dei popolari (Ppe).
Passando alle opposizioni, il Partito democratico è un membro dei socialisti (S&D), mentre nel gruppo dei liberali (Renew) confluiscono tre diversi partiti: Azione, Italia viva e +Europa. Gli eurodeputati del Movimento 5 stelle fanno parte dei non iscritti, mentre non ci sono europarlamentari italiani nel gruppo della Sinistra. A livello teorico l'Eurocamera potrebbe vedere la nascita di un'inedita maggioranza spostata a destra, formata da popolari, conservatori e sovranisti. Ma politicamente gli osservatori ritengono improbabile uno scenario del genere che sarebbe il sogno della premier Meloni.
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