«Il Comune cambi le regole della movida»

La titolare del lido Penelope a mare Caldarelli chiede un intervento dopo la chiusura del suo locale
PESCARA. Sperava in un pronunciamento del Tar in tempi rapidissimi. E invece il Tribunale amministrativo non si è ancora espresso sul ricorso presentato da Francesca Caldarelli «con la richiesta di sospensiva del procedimento del Comune» che ha imposto per 7 giorni, a partire da martedì scorso, la chiusura dello stabilimento Penelope a mare per ciò che riguarda ristorante, pizzeria e bar. Lo stop all’attività è scattato per problemi di sovrannumero di presenze. I controlli della questura nel locale lungo la riviera nord hanno registrato (a luglio) la presenza di 800 persone piuttosto che 200. E nei giorni scorsi è arrivato il provvedimento del Comune, sulla scorta degli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine proprio in merito agli adempimenti sulla sicurezza dei pubblici spettacoli.
«Aspettavamo una decisione per oggi», ha commentato ieri Caldarelli dallo stabilimento facendo notare che dal momento della chiusura il locale, uno dei più conosciuti e frequentati della città, ha subito «danni enormi. Non abbiamo potuto accontentare i clienti e abbiamo creato disagi ai turisti». Il blocco rimarrà in vigore fino a martedì, quando l’attività potrà riprendere. Ma dopo di allora l’ostacolo delle presenze eccessive potrebbe riproporsi, e Caldarelli lo sa bene. «Sia se il Tar ci darà ragione sia se il Tar ci darà torto il problema c’è ed è inevitabile. Le licenze sulle spiagge sono anacronistiche: non sono adeguate ai nostri tempi e alle nostre strutture».
Il provvedimento dei giorni scorsi avrà delle conseguenze, sulle iniziative organizzate negli spazi di Penelope a mare. «Non farò altre serate come quella del venerdì» perché i controlli potrebbero ripetersi e le conseguenze sarebbero le stesse. Volendo guardare al futuro e alle prossime stagioni Caldarelli spiega che, «se decideremo di rimanere qui, andrà promosso un incontro con le istituzioni. Noi abbiamo dato e stiamo dando tanto alla città, dopo aver deciso di stabilirci qui» e il riferimento è anche al marito, l’ex pilota Vitantonio Liuzzi. Dopo la chiusura temporanea, Caldarelli sta riflettendo sul da farsi «perché abbiamo passato tantissimi guai per la burocrazia. Vorremo capire qual è la linea politica della città, se si vuole una città dormiente o meno. E il Comune può fare tanto».(f.bu.)

