Il Comune condona le tasse non pagate

Chi ha contestato una richiesta di pagamento di un’imposta potrà chiudere la controversia versando una somma scontata
PESCARA. È in arrivo un nuovo condono in Comune. Si tratta della rottamazione ter, ma è in realtà una sanatoria che riguarda tutti i contribuenti in lite con l’Ufficio tributi dell’ente per aver contestato le richieste di mancato o errato versamento di una o più imposte locali. In gergo viene chiamata «Definizione agevolata delle controversie tributarie». Agevolata perché consente ai cittadini di poter chiudere la controversia versando una cifra ridotta rispetto a quella richiesta dagli uffici. L’apposita delibera contenente le regole di questa sorta di condono, che verrà portata in consiglio dall’assessore Marco Presutti, è stata presentata ieri in commissione Finanze dalla dirigente ai Tributi Maria Gabriella Pollio. Il regolamento non è stato reso noto nei dettagli, ci sono solo alcune indicazioni, per adesso.
Non si sa, al momento, quanti potranno essere i contribuenti interessati al provvedimento. In compenso, sono noti i tributi oggetto della sanatoria. Saranno sanabili l’Ici, Imu, Tasi, Tari, Tares e l’imposta sulla pubblicità. Ed ecco gli sconti cui avranno diritto coloro che decideranno di accedere alla definizione agevolata.
Si pagherà il 90 per cento del valore della controversia in caso di ricorso pendente iscritto alla Commissione tributaria provinciale; si verserà il 40 per cento del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia della commissione tributaria provinciale; si pagherà il 15 per cento del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.
In caso di accoglimento parziale del ricorso, o comunque di soccombenza ripartita tra il contribuente e il Comune, l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni sarà dovuto per intero solo per la somma confermata nella pronuncia del giudice.
Invece, le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate al tributo potranno essere definite con il pagamento del 15 per cento del valore della controversia. Dagli importi dovuti si dovranno scomputare quelli già versati a qualsiasi titolo in pendenza di giudizio.
La definizione agevolata, specifica la legge nazionale cui fa riferimento la proposta di delibera, non darà luogo alla restituzione delle somme già versate, ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione. Nel provvedimento, che tornerà nei prossimi giorni all’esame della commissione Finanze, verrà indicato anche il periodo in cui si potrà presentare richiesta di accesso alla sanatoria e la relativa scadenza. Date che non sono state ancora rese note.
Si tratta, comunque, del terzo condono nel giro di un paio di anni. I due precedenti non sono stati soddisfacenti per le casse comunali, perché l’adesione registrata è stata piuttosto bassa.
Le prime due sanatorie, tra l’altro, riguardavano i contribuenti che avevano ricevuto ingiunzioni di pagamento per tributi non versati o multe per violazioni del Codice della strada.
I debiti si estinguevano versando le somme ingiunte, le spese relative alla riscossione coattiva, quelle relative alla notifica, mentre non si dovevano pagare le relative sanzioni o, nel caso delle multe, gli interessi. La prima rottamazione aveva fatto registrare 3.265 ingiunzioni sanabili con il pagamento di quanto dovuto, per un totale da versare di 1.768.484 euro.
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