Il Comune dei veleni tra minacce di morte e delibere rubate

19 Luglio 2015

Sparito l’atto sulla Tari, Di Pasquale rivela intimidazioni E l’opposizione prepara la sfiducia al sindaco Maragno

MONTESILVANO. C’è chi denuncia minacce di morte, chi svela propositi di far saltare la poltrona del sindaco Francesco Maragno come già accaduto ad Attilio Di Mattia e di riportare Montesilvano alle urne. E c’è pure una delibera rubata.

È figlio del clima di guerra e veleni che si è scatenato a Montesilvano, il caos scoppiato giovedì scorso in consiglio, quando sono intervenuti i carabinieri e quattro consiglieri di opposizione (Anthony Aliano, Manola Musa, Lino Ruggero e Paolo Rossi) sono stati espulsi dall’aula per le proteste seguite alla tagliola imposta dalla maggioranza di centrodestra agli emendamenti alla Tari della minoranza. Un caos che «dura dall’inizio dell’anno», fa notare il presidente dell’assise civica, Umberto Di Pasquale, di Forza Italia. Che rivela anche come, durante la pausa pranzo di giovedì scorso, giorno in cui si stava votando, «è scomparsa la delibera della Tari dal tavolo della presidenza». Si è dovuto provvedere a una copia per la votazione. «E ora, come prevede la legge», avverte il presidente del consiglio comunale, «denunceremo il fatto alle autorità competenti».

Veleni su veleni, in un consiglio comunale dilaniato, in cui, tra l’altro, ha fatto sapere sempre Di Pasquale, «tempo addietro sono stato minacciato di morte. Ma ormai sono scaduti anche i tempi per una querela». Una baraonda, «mai vista prima», sottolinea Di Pasquale riferendosi alla protesta dei quattro consiglieri, come pure, aggiunge, «nessuno ricorda un precedente analogo alla sottrazione di una delibera. Ma qui non accuso nessuno», precisa Di Pasquale, «perché la causa dello smarrimento potrebbe essere qualsiasi». Sull’altro fronte, Aliano prospetta nuove elezioni e un nuovo governo cittadino. «Si sta lavorando affinché tre consiglieri dalla maggioranza passino alla minoranza», annuncia il consigliere comunale, ex di Forza Italia, e ora nella lista civica Rievoluzione. Secondo i piani di Aliano, che ha rimarcato il fatto che la delibera sulla Tari giovedì scorso sia passata solo con 10 voti a favore contro 9, «da 10 i consiglieri di minoranza potrebbero diventare 13, facendo scendere a 12 i consiglieri dell’attuale maggioranza» (attualmente il rapporto tra maggioranza e opposizione è di 15 a 10). «A quel punto, nel giro di sei mesi, si potrebbe sfiduciare Maragno», ipotizza Aliano, «e andare al voto». Il consigliere di opposizione avrebbe già pronto il programma, con un «governo di responsabilità», come lo definisce. «Al primo punto», enumera, «ottimizzazione delle risorse del bilancio, mediante un taglio drastico dei costi inutili. Poi subito azioni in favore del commercio, creando una “no tax area” nella zona centrale di Montesilvano. Al terzo punto, un accordo volontario o indotto coi balneatori, affinché il lungomare diventi zona di interesse per il turismo». Inoltre, nel suo programma Aliano prevede un piano tra albergatori e operatori turistici per la riqualificazione della costa e la creazione di uno sportello per il lavoro.

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