Il Comune di Spoltore vuole un milione dall’Aca

L’amministrazione ha un credito con la società che gestisce il servizio idrico La somma finirà nel passivo del concordato preventivo richiesto dall’azienda
SPOLTORE. Maxi debito dell’azienda comprensoriale acquedottistica Aca nei confronti del Comune di Spoltore. Il credito, 928mila euro, vantato dall’ente municipale, finirà nel calderone del concordato preventivo richiesto dalla società che gestisce il servizio idrico, sommersa dai debiti. La procedura concorsuale per evitare il fallimento ha avuto il via libera dal tribunale di Pescara.
In vista dell’udienza per la presentazione del piano per rimettere in ordine i conti dell’Aca, fissata per il prossimo 10 maggio, tutti i creditori devono certificare le somme che avanzano. Il debito verso Spoltore si trascina dal 2003, anno in cui la gestione del servizio di distribuzione dell'acqua potabile, della fognatura e della depurazione, fino a quel momento di proprietà e di competenza del Comune, è passata in regime di house providing all’allora consorzio acquedottistico Val Pescara-Tavo–Foro, che in seguito si è trasformato in Aca Spa. Per compensare i lavori di migliorie eseguiti dal Comune sulle reti, e per la cessione delle infrastrutture, il gestore si era impegnato a rimborsare all’amministrazione un mutuo di un milione e 200mila euro, più 8mila euro di spese legali. Rimborso da pagare a rate, dal 2003 al 2014. L’Aca ha sborsato la rata di 111mila euro nel primo anno di gestione del servizio idrico integrato e un’altra rata di 108mila l’anno successivo. Negli anni seguenti erano previste rate da 102mila euro, mai versate, tranne un rimborso parziale di 67mila euro avvenuto nel 2005. Al 31 dicembre 2013, il debito era arrivato a 860mila euro, lievitato a fine 2014 a 928mila euro, al netto delle compensazioni.
Nei giorni scorsi, la giunta ha approvato una determina dell’ufficio finanziario sul credito nei confronti dell’Aca. Il provvedimento autorizza il sindaco a sottoscrivere il verbale che definisce le somme a credito nell’ambito della procedura concordataria dell’azienda acquedottistica.
Con un’altra delibera, l’esecutivo dovrà decidere se recepire l'accordo transattivo, previo parere dell' organo di revisione. Nel concordato, il Comune, che dell’Aca è socio, accetta che il suo credito sarà liquidato solo dopo l'integrale soddisfazione degli altri creditori (postergazione) che, per legge, sono privilegiati. Complessivamente, l’Aca vanta 77 milioni di euro di crediti nei confronti degli utenti morosi e degli enti debitori. Ammontano invece a 105 milioni di euro i debiti, tra cui 17 milioni nei riguardi di banche e 55 milioni verso fornitori.
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