Il Comune: liberate i vecchi loculi I cittadini: ma non a spese nostre

La scadenza del 27 gennaio: sulle tombe gli avvisi a restituire le concessioni rilasciate prima del 1975 Un comitato si oppone alla richiesta di sostenere i costi. L’assessore Carota: «È previsto dalla legge»
PESCARA. Non ci stanno. Non accettano le modalità seguite dal Comune e vorrebbero parlarne direttamente con l’amministrazione. Alcuni cittadini, costituiti in comitato, hanno preso carta e penna e scritto al sindaco Carlo Masci e alla società Ambiente spa per contestare l’operazione di recupero dei loculi del cimitero di Colle Madonna attraverso la revoca delle concessioni rilasciate prima del 1975, trascorsi 50 anni dall’ultima tumulazione. Sono circa 620 i loculi da liberare e assegnare ad altri.
I promotori del comitato, parenti dei defunti, speravano di essere convocati ma «fino ad ora non è accaduto», racconta Luigi Di Corcia, dell’Associazione consumatori utenti, che ha raccolto il grido di allarme e rilanciato alcune osservazioni. «Queste persone hanno trovato un avviso al cimitero, sulle lapidi, che annunciava l’estumulazione delle salme per traslare i resti nei colombari, in caso di accettazione degli interessati (e pagamento delle somme dovute). In caso contrario, se nessun erede si farà avanti entro il 27 gennaio, i resti andranno nell’ossario comune. I cittadini lamentano che le concessioni erano perpetue e che non c’è stata una comunicazione diretta da parte del Comune, nonostante alcuni vivano fuori città. Aggiungono che l’avviso non è su tutte le lapidi, nonostante le condizioni di assegnazione siano le stesse. C’è poi l’aspetto delle spese, che arrivano a quasi 750 euro, nel caso in cui si ottenga anche un colombaro. E loro chiedono che siano azzerate». Per Di Corcia «la situazione è delicata, capisco che il Comune debba liberare gli spazi e che sia necessario un intervento del genere ma ci sono modi e modi. E comunque dovrebbe avvenire gratuitamente, considerato che queste persone hanno già pagato la concessione. E ora rischiano di pagare di nuovo, altre 2 volte, per l’estumulazione e la riduzione in resti e poi per ottenere un altro spazio».
Sulla questione ha rilanciato la polemica il gruppo consiliare del Movimento cinque stelle, composto da Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, che ha contestato «la mancata trasparenza nella comunicazione, limitata agli avvisati davanti al cimitero e sull’albo pretorio del Comune, senza risalire agli interessati. C’è chi vive a Milano e ha rischiato di tornare qui e di non trovare più il loculo della nonna, senza essere avvisato», dice Sola. E sempre il M5S critica la richiesta di far «pagare somme consistenti, per coprire le spese e per l’eventuale cremazione: cioè, non solo i cittadini devono lasciare il loculo ma devono anche pagare, magari fino a mille o 2.000 euro».
Replica a tutti l’assessore Maria Rita Carota. «Non è possibile pensare a un intervento del genere gratuito, le disponibilità del Comune non lo consentono, ma la giunta ha approvato una riduzione delle spese a carico dei cittadini del 50%», spiega. «La procedura di revoca delle concessioni che vanno oltre i 99 anni, è consentita dalla normativa nazionale nel caso in cui non sia possibile ampliare il cimitero e in caso di mancanza di locali, ed è proprio quello che accade a Colle Madonna. Una carenza talmente grave che l’anno scorso le tumulazioni erano bloccate, se non per chi aveva già un posto». Quanto al tipo di comunicazione, «sono state seguite le modalità previste (sarebbe stata sufficiente la pubblicazione sull’albo pretorio) e comunque sarebbe stato molto complesso rintracciare tutti, tanto più che i nomi dei concessionari non sempre coincidono con gli eredi. Le esclusioni? Non sono state casuali: hanno riguardato i casi in cui negli ultimi 50 anni c’è stata la riduzione in resti ed è stato inserito un nuovo defunto», sfruttando gli spazi. L’assessore, disponibile ad incontrare il comitato, non intravede «soluzioni diverse» e ritiene che sia «impossibile pensare a un indennizzo, considerato il valore delle concessioni quando sono state assegnate». Vorrebbe che «si valutassero gli effetti positivi dell’operazione, senza strumentalizzazioni».

