Il Comune non può più spendere A rischio anche gli eventi estivi

Mancano all’appello 17 milioni: la Consulta costringe l’ente a restituire anticipatamente un prestito Ora le rate salgono alle stelle, riflessione nella maggioranza per decidere quali tagli fare al bilancio
PESCARA. Nel bilancio del Comune mancano all’appello 17 milioni di euro. È questa la cifra che l’assessore alle finanze Eugenio Seccia ha comunicato mercoledì scorso, durante la riunione di maggioranza convocata inizialmente dal sindaco Carlo Masci anche per parlare dei nuovi orari della movida.
Invece, la discussione si è incentrata sui conti dell’ente. I tecnici hanno avvertito l’amministrazione che sono nati dei problemi a causa di una sentenza della Corte costituzionale che costringe il Comune a rimborsare il mutuo acceso nel 2015 con lo Stato, di circa 33 milioni di euro, per evitare il dissesto finanziario, in dieci anni e non più in trenta come preventivato inizialmente.
Una doccia fredda per l’ente, che si vede così da un momento all’altro triplicare le rate annuali. Ma quello che è peggio è che entro quest’anno ne dovrà pagare una da ben 12 milioni di euro, ossia la rata del 2022 più i conguagli degli anni precedenti. Una stangata non certo preventivata. Ma non è finita qui, perché i tecnici hanno avvisato che ci sono altre spese importanti da affrontare.
Si tratta dell’aumento dei costi delle utenze, per 2,5 milioni di euro; degli incrementi contrattuali, per 1,8 milioni; e di una causa persa dal Comune contro la Soget, l’ex società di riscossione delle tasse dell’ente, per 700mila euro. Totale: 17 milioni di euro.
E nella riunione di maggioranza di mercoledì pomeriggio si è cominciato ad affrontare il problema di dove reperire tutti questi soldi. L’obiettivo ideale sarebbe quello di congelare tutte le spese non correnti, con la speranza che arrivi qualche aiuto dal governo, come è già accaduto per i Comuni di Napoli e Reggio Calabria che si sono trovati recentemente nelle stesse condizioni di Pescara. Ma non tutti, all’interno della maggioranza, sarebbero d’accordo a bloccare iniziative e progetti già finanziati con il bilancio di quest’anno. Per questo, la riunione di mercoledì scorso sarebbe stata piuttosto animata, con alcuni assessori e consiglieri che si sarebbero mostrati fortemente contrari ai tagli alle spese. In ballo, tra l’altro, ci sono le spese per gli eventi estivi. «Ci troviamo nella situazione di altri 20 Comuni», ha commentato Masci, «speriamo che intervenga il governo. Altrimenti dovremo pensare di intervenire sulle entrate e sulle spese».
Una prima manovra è stata già messa in atto in questi giorni con l’istituzione di nuovi parcheggi a pagamento. Ma non basta. Tuttavia, l’amministrazione comunale appare fortemente contraria ad agire ancora sul fronte delle entrate, aumentando le tasse. Non resta altro, quindi, che congelare le spese in attesa che arrivi qualche segnale dal governo. Per questo, è stato già lanciato un Sos ai parlamentari abruzzesi.
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