«Il Comune paga se eviti l’aborto» È bufera sulla proposta approvata

Rapposelli (FdI) autore della mozione votata solo dal centrodestra finisce sotto una pioggia di critiche Il centrosinistra: «Si colpisce la libertà di scelta delle donne». La replica: «Non è vero, voglio aiutarle»
PESCARA. Una mozione, presentata in consiglio comunale e approvata mercoledì scorso solo con i voti della maggioranza di centrodestra, ha scatenato un putiferio. Il provvedimento, che porta la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Rapposelli, prevede sostegni in denaro o sociali da parte del Comune alle donne in procinto di abortire perché non riescono a portare avanti una gravidanza a causa delle difficili condizioni economiche.
Ma il centrosinistra è partito immediatamente all’attacco accusando l’esponente FdI di voler limitare la libertà di scelta delle donne e di portare avanti, con questa operazione, una campagna contro l’aborto. Pronta la replica dell’interessato. «Stanno strumentalizzando la mia iniziativa», ha commentato Rapposelli ieri, «non intende assolutamente fare una campagna contro l’aborto, la mia intenzione è solo quella di aiutare le donne che si trovano in difficoltà economiche a portare avanti la gravidanza e a non doverci rinunciare per mancanza di denaro».
Ecco, comunque, la parte del testo finita sotto accusa. La mozione impegna il sindaco e la giunta «a prevedere, in sede di primo bilancio utile e in base alle possibilità finanziarie dell’ente, le risorse necessarie per finanziare interventi finalizzati a fornire un sostegno economico/sociale alle donne in procinto di abortire a causa delle difficili contingenze economiche nelle quali si trovano».
Parole che hanno suscitato polemiche, cominciate mercoledì in consiglio e andate avanti per tutta la giornata di ieri. «Dalla destra pescarese arriva l’ennesimo schiaffo reazionario alla libera scelta delle donne», hanno scritto i Giovani democratici». «È gravissimo e degradante», ha osservato il segretario regionale Claudio Mastrangelo, «che per l’ennesima volta la destra utilizzi questi mezzucci mascherati da falsi buoni sentimenti per attaccare la Legge 194». «Un altro schiaffo alle donne», hanno sostenuto i consiglieri del Pd Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo e quelli della lista Sclocco sindaco Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, «così si attaccano la loro libera scelta e la Legge 194».
«Provvedimento sminuente e sconsiderato», lo ha definito il Collettivo zona fucsia. «Ciò denota la lontananza estrema dalla realtà di questi politici di destra», ha sottolineato Coalizione civica. «I diritti delle donne sono ridotti a merce dalla giunta Masci», ha concluso il Comitato possibile Abruzzo «Umanità e progresso».
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