Il Comune: pronte 15 case Ma gli sfollati le rifiutano

30 Agosto 2018

«Non rispondono alle nostre esigenze». In 14 mesi spesi 1,2 milioni per gli hotel

PESCARA. Il Comune dispone di 15 alloggi Ater da assegnare, ma gli sfollati di via Lago di Borgiano ospiti negli alberghi, hanno già deciso di rifiutare (uno solo ha accettato) le abitazioni offerte perché non rispondono alle loro esigenze di persone malate, disabili, famiglie con bambini.
L’assessore alla Polizia municipale Gianni Teodoro avverte: «Chi non accetta la casa, rimane in hotel». I fondi ci sono ancora per un anno. Non solo: le abitazioni proposte ai rinunciatari verranno assegnate alle famiglie in attesa del bando Erp, del bando Mobilità e della graduatoria di Emergenza abitativa.
Gli sfollati di via Lago di Borgiano vorrebbero tornare a vivere nella zona che conoscono bene e dove si sentono a casa, Rancitelli. Ma Comune e Ater continuano a dirottarli nei quartieri dove gli appartamenti si liberano mano a mano: Fontanelle, San Donato, Zanni, a Pescara. Le altre dimore fuori provincia, da Scafa a Torre de’ Passeri a Montebello di Bertona, sono state tutte rimandate al mittente nei mesi scorsi.
Troppo lontano dai luoghi di lavoro o dall’aria di casa. Da 14 mesi vivono tra il motel Amico di Città Sant’Angelo e l’hotel Holiday a Portanuova. Nel primo sono rimaste 10 famiglie e 30 persone.
Nell’altro resistono 5 famiglie e 10 persone. Erano di più nelle settimane scorse. Ma qualcuno si è arreso: ha cercato un appartamento da affittare (paga la Protezione civile), altri sono in procinto di accettare un nuovo alloggio. Altri ancora hanno rifiutato due, tre, cinque volte. Sta di fatto che lo sgombero di via Lago di Borgiano è costato finora all’amministrazione comunale, con fondi erogati dalla Protezione civile, circa 80 mila euro al mese per un totale di 1 milione e 200mila euro. Erano 84 famiglie e 236 persone quando il Comune li ha messi in strada, il 4 luglio 2017, sgomberati dai civici 14,18 e 22 per motivi di sicurezza.
Oggi quegli edifici di via Lago di Borgiano, nei mesi scorsi saccheggiati dai ladri che hanno portato via arredi, abiti, persino termosifoni, hanno porte e finestre murate con mattoni e cemento.
Sono stanchi, stremati, malati, hanno voglia di casa e di privacy, ma continuano a dire «no, grazie» alle proposte del Comune che questa settimana sta effettuando una nuova chiama. Perché tanti rigetti? Anna Lanzetta, 74 anni è in albergo col figlio di 52 e il nipotino di tre anni: «Ho rifiutato una casa a Fontanelle perché fa schifo, tutta rovinata e con i vetri rotti». Salvatore Lamantia, 73 anni, con gravi patologie polmonari, è rimasto al motel Amico fino al 4 agosto.
Poi ha convinto la madre di 92 anni, Filomena Di Norscio, e la sorella Marilena di 57 (ospiti dell’Holiday) a stare in un appartamento sulla Tiburtina, zona Rancitelli. L’affitto costa 600 euro al mese, ma paga la Protezione civile. Durante l’anno ha declinato un alloggio a Fontanelle «troppo lontano dal mio quartiere» e dilapidato il conto alle Poste «non ho più nulla perché a causa delle mie allergie non ho potuto mangiare i pasti dell’hotel e speso tanto di lavanderia». Vuole restare nel quartiere dove ha vissuto tutta la vita. Per questa ragione «aspetterò che siano pronti gli alloggi di via Tronto». Sessantaquattro appartamenti che, secondo il Comune, non saranno pronti prima dell’estate prossima.
C’è un’altra questione spinosa per gli sfollati. Per effetto delle nuove disposizioni legislative regionali, Comune e Ater hanno facoltà di assegnare alloggi non chiavi a mano. Ciò significa che le case, in fase di assegnazione (quelle già consegnate sono una quarantina, in più ci sono i Cas, Centri di accoglienza straordinaria con sistemazioni da parenti e amici, sempre sostenuti da fondi statali) devono essere rimesse a posto di ciò che manca. Spese che saranno decurtate agli affittuari che per un po’ non pagheranno affitti. Una soluzione che non piace agli sfollati: «Dove li troviamo i soldi per risistemare gli alloggi?».
Sandro Pignoli e la madre Lidia Panzone, 66 anni, dopo aver rifiutato Fontanelle, hanno accettato l’abitazione di via Cesano, a San Donato: «Lo stabile ci piace, la zona è tranquilla». Aspettano solo le chiavi.