Il Comune rivuole i vecchi loculi I cittadini: «Pronti a fare causa»

8 Febbraio 2023

E i parenti dei defunti che hanno pagato per liberare gli spazi chiedono di essere risarciti delle spese L’associazione Consumatori utenti: «Altre amministrazioni si sono sobbarcate tutti gli oneri»

PESCARA. C’è chi ha perso tranquillità e sonno, e piange perché non riesce a darsi pace. E chi pensa alle azioni legali da intraprendere, col sostegno dell’Associazione Consumatori Utenti (Acu) perché non ritiene corretta la procedura seguita dal Comune. Continua a sollevare polemiche la decisione dell’amministrazione di recuperare centinaia di loculi del cimitero di Colle Madonna revocando le concessioni rilasciate prima del 1975, trascorsi 50 anni dall’ultima tumulazione. L’assessorato guidato da Maria Rita Carota punta a liberare 620 loculi, da assegnare ad altri, ma non ha i fondi per realizzare l’operazione a proprie spese o per indennizzare i cittadini che hanno provveduto o provvederanno alla estumulazione e alla sistemazione dei resti nei colombari, con una riduzione dei prezzi del 50%. Se le famiglie dei defunti non provvederanno a liberare i loculi, c’è il rischio che lo faccia Palazzo di città, sistemando i resti nell’ossario comune.
Si commuove, Amalia Tenisci, che si trova in grande difficoltà perché «a luglio è morto mio fratello, e ho dovuto pagare 2.400 euro per riaprire il nostro loculo e seppellirlo lì. Adesso mi trovo a dover estumulare mio padre da un altro loculo (comprato nel 1970 sempre a Colli Madonna e pagato 103mila lire) per sistemare i suoi resti nello stesso spazio di mio fratello. Ma se la salma non è mineralizzata dovremo provvedere alla cremazione, nonostante lui fosse contrario. Quindi mi chiedo se dovrò sostenere altre spese. Io non voglio pagare e sento di subire una forzatura, uno sfratto. Ho perso la tranquillità, non dormo più». Rita Rossi si è sentita costretta a pagare circa 400 euro, per spostare i resti della nonna da un loculo che nel 1969 era costato 103mila lire, evitando così «una situazione drammatica». Ora si sente «profondamente ferita: questa è un’offesa al cattolicesimo e poi è evidente che emergono delle questioni giuridiche», dice ancora sottolineando di aver scritto una lettera di protesta, inviata al sindaco, al vescovo e al prefetto. «Non discuto la legittimità della revoca, prevista dalla legge, ma se non ci sono più spazi per accogliere i defunti vuol dire che manca la pianificazione e la programmazione dei servizi, in Comune. E poi per lo stesso loculo Palazzo di città riceve tre contributi: cioè, fa cassa ma non eroga servizi. Va bene che l’amministrazione non ha i fondi ma può provvedere a una variazione di bilancio per indennizzarci, avendo creato un pregiudizio ai cittadini: altri Comuni hanno sostenuto queste spese. Auspico un’azione collettiva», conclude annunciando azioni legali.
«Valutiamo la possibilità di fare causa, per chiedere il risarcimento del danno», dice l’avvocato Luigi Di Corcia, dall’Associazione di Consumatori Utenti (Acu) che assiste il comitato creato da alcuni cittadini interessati alla questione e pensa a quei Comuni che «hanno sostenuto tutte le spese». I consiglieri del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo non staranno a guardare. «Ora», dicono i tre, «c’è l’esame del Bilancio, in Consiglio, e puntiamo a uno stanziamento di fondi, per evitare che siano i cittadini a pagare. Tra l’altro nelle more di questa situazione la gestione dei cimiteri passerà il primo aprile a Pescara Multiservice, da Ambiente spa, per cui non sappiamo cosa accadrà».