Il Comune spegne le slot machine ma i commercianti protestano

7 Agosto 2015

Apparecchi accesi solo dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 per disincentivare anziani e minorenni ma i titolari dei locali si presentano in municipio: «Decisione imposta senza alcun confronto»

PESCARA. Il picco di pazienti che ogni giorno bussa alla porta del Servizio per le dipendenze patologiche (Serd) della Asl e l’aumento della spesa media destinata alle macchinette, spinge il sindaco Marco Alessandrini a tentare una stretta sul gioco d’azzardo patologico. Un’ordinanza firmata in sordina ieri mattina, tra lo sconcerto dei titolari di bar, ricevitorie, ristoranti e alberghi, impone ai commercianti limitazioni orarie nell’uso delle slot machine.

Così come avviene in città come Milano o Pavia, da oggi a Pescara si potrà tentare la fortuna soltanto in determinati momenti della giornata: dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Ma non tutti gli esercizi commerciali e tutti i giochi sono compresi nel provvedimento: la normativa, per una curiosa circostanza, non comprende agenzie di scommesse, sale bingo e negozi di gioco. I locali, cioè, dove è concentrato il numero maggiore di macchinette e dove si registra l’afflusso più alto di clienti. Sono escluse, inoltre, altre forme di scommesse come i Gratta e vinci, il lotto, scommesse calcistiche o ippiche.

«La ludopatia è un male oscuro del nostro tempo che comporta ricadute socio-sanitarie enormi», sottolinea Alessandrini cercando così di spiegare la ratio della nuova legge. «Non mettiamo in discussione il metodo scientifico, ma il disappunto nasce per motivi economici», ribatte invece il consigliere Riccardo Padovano, facendosi portavoce di un gruppo di commercianti che ieri mattina ha protestato contro «una decisione imposta dall’alto senza alcun confronto».

L’ordinanza sindacale, in realtà, recepisce un ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio comunale il 15 febbraio scorso. Come rimarca Daniela Santroni (Sel), è il primo atto di un progetto più ampio che mira a contrastare le forme di gioco d’azzardo patologico e sensibilizzare categorie deboli come minorenni o anziani che sempre più spesso finiscono nel vortice della ludopatia. In base ai dati diffusi da Pietro D’Egidio, responsabile del Serd e presidente nazionale FederSerd, ogni anno a Pescara sono circa un centinaio i pazienti che si rivolgono agli sportelli della Asl perché malati di gioco. Si calcola che la spesa media pro capite, su un totale di 121mila cittadini, bambini compresi, sia di 1.500 euro all’anno. Una cifra enorme che fa balzare Pescara ai primi posti nella classifica nazionale.

L’emergenza è confermata anche dal medico Moreno Di Pietrantonio che definisce la dipendenza «un pericolo sociale di proporzioni enormi». L’ordinanza firmata da Alessandrini prevede una fascia oraria di sole otto ore per l’accensione delle slot machine che si trovano in bar, ristoranti, alberghi, ricevitorie lotto ed esercizi commerciali «autorizzati secondo il testo unico leggi di pubblica sicurezza». Si potrà giocare, infatti, al mattino dalle 9 alle 12 e nel pomeriggio dalle 18 alle 23. In tutti gli altri momenti della giornata gli apparecchi luminosi dovranno essere spenti, pena una sanzione amministrativa. «Probabilmente non risolveremo il problema della dipendenza da gioco d’azzardo», conclude il sindaco, «ma almeno metteremo un freno a minori e anziani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA