«Il Comune taglia un milione per le mense»

La denuncia del centrosinistra: la giunta ha ridotto le spese, ecco perché le famiglie pagheranno di più
PESCARA. «La giunta Masci non ha detto tutta la verità ai genitori pescaresi: come emerso solo nelle ultime ore con l’avvio della discussione sul bilancio di previsione 2024, l’enorme aumento delle tariffe delle mense scolastiche previsto ora per febbraio non è causato dall’inflazione o dalla qualità del nuovo menù, ma da un taglio netto deciso dalla giunta di centrodestra relativamente alle risorse finanziarie previste nel bilancio comunale per il servizio di refezione scolastica». A sostenerlo sono stati ieri i consiglieri del Pd durante la seduta dell’assemblea civica dedicata al bilancio.
«Nel 2022», hanno detto Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, «il Comune ha speso per le mense un milione 969mila euro, nel 2023 ha speso 2 milioni 162mila euro. Questa è la spesa storica del Comune, che ha sempre garantito un intervento pubblico per tenere basse le tariffe. Ora la sorpresa: nel 2024, attraverso la proposta di bilancio approvata dalla giunta nella quale sono presenti tutti i partiti di centrodestra, dal’Udc alla Lega, da Fratelli d’Italia a Forza Italia, la giunta Masci ha deciso di tagliare quasi la metà della spesa, eliminando un milione di euro destinato evidentemente ad altri capitoli di spesa e stanziando appena un milione 200mila euro per le mense, chiedendo ai genitori di pagare il resto e facendo schizzare il costo delle mense a quasi 6 euro a pasto, fra i più alti d'Italia. Una decisione scellerata, non detta con chiarezza ai pescaresi, sulla cui testa il centrodestra ha deciso di far cassa per rimpinguare chissà quali altri capitoli pre-elettorali, magari un’altra fontana musicale o altri capolavori come viale Marconi. Vogliamo sapere quale è la destinazione delle risorse tagliate alle mense».

