Il Comune vara il Piano sociale: più servizi e venti assunzioni

12 Agosto 2017

Dopo 11 anni via libera della giunta al nuovo progetto. Si punta sull’integrazione socio-sanitaria Previsti interventi per famiglie, anziani, disabili e immigrati. Attenzione anche alle periferie

PESCARA. Famiglie in difficoltà economica, anziani, minori, disabili, donne che hanno bisogno di un sostegno, immigrati. Saranno loro, l’anno prossimo, ad usufruire dei progetti inseriti nel Piano sociale per il 2018, che ha avuto il via libera del Gruppo di Piano (composto da oltre 60 realtà) ed è stato già approvato dalla giunta comunale. Un traguardo più che soddisfacente per l’amministrazione visto che arriva dopo ben «undici anni e undici rinnovi del Piano precedente», fa notare il sindaco Marco Alessandrini, affiancato dall’assessore Antonella Allegrino, dal direttore amministrativo della Asl Valterio Fortunato, e da Roberta Pellegrino, che ha seguito tutta la fase di preparazione con il settore Politiche sociali di Palazzo di città. Questo documento (150 pagine), da sottoporre all’attenzione del Consiglio, prevede 63 tipi diversi di interventi ed azioni per quasi 13 milioni di euro, contro i 5 milioni di euro su cui si basava il precedente. E, soprattutto, il Piano 2018 - diviso in sette assi trasversali tra loro - non è stato pensato ed elaborato in solitudine: il Comune ha promosso, infatti, un processo di partecipazione ampio, che ha visto il coinvolgimento di tutta la giunta comunale e di 200 soggetti tra associazioni, cooperative, fondazioni e rappresentanti di realtà economiche, per poi concludersi con il recepimento delle osservazioni alla bozza inviate al Comune per migliorare i contenuti. Se n’è parlato approfonditamente anche con i sindacati e a fianco al Comune c’è stata e ci sarà la Asl, per una collaborazione nella gestione e nell’erogazione dei servizi, seguendo il principio della compartecipazione socio-sanitaria. Il Piano, produrrà anche degli effetti positivi a livello occupazionale visto che saranno individuati e coinvolti, attraverso degli avvisi pubblici, 20 operatori sociali (di cui 10 a breve), seppure a tempo determinato, e quattro assistenti sociali. Sempre passando per avvisi e gare saranno individuati i soggetti esterni al Comune che parteciperanno alla erogazione concreta dei servizi.
La fase di preparazione, partita a ottobre del 2016, ha previsto un’analisi dei dati demografici, utili per mirare le azioni: dallo studio è emerso che il 44 per cento della popolazione si concentra a Porta Nuova, e questo la dice lunga sulle attività da promuovere, e il 23 per cento della popolazione è composta da persone con più di 65 anni i cui bisogni socio-sanitari vanno tenuti nella giusta considerazione.
Questo «Piano regolatore del sociale», come lo definisce l’assessore Allegrino, non sarà finanziato solo dal Comune ma anche con risorse della Asl e della Regione a cui sommare i fondi provenienti da bandi europei e nazionali. «Integrazione» sarà quindi una delle parole chiave, sia sul fronte dei fondi che dei servizi socio-sanitari. E la seconda sarà «inclusione»: si lavorerà, cioè, per contrastare la povertà, che è in aumento e rappresenta un problema sempre più avvertito anche a Pescara, e per favorire l’inclusione sociale, perseguendo un cambio di strategia rispetto al passato, quando la buona parte delle risorse era destinata alle mense. Nel capitolo relativo a questi interventi (un milione e 800 mila euro) sono stati inseriti 11 progetti nuovi che ruotano attorno agli indigenti, agli immigrati, ai senza dimora, ai quali si vuole dare una possibilità di inserimento, oltre che un sostegno materiale. L’attenzione sarà molto forte sulle famiglie e il concetto di inclusione sarà centrale anche negli interventi sulle periferie. Poi, ancora, tante misure per assistere chi non è autosufficiente, chi è vittima di violenza e per le persone con disabilità, oltre che per gli anziani. Concludono il quadro i servizi per la prima infanzia.
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