Il Comune vende ex scuole, terreni e alloggi popolari

11 Agosto 2019

Penne: il piano di dismissione immobiliare vale 3,6 milioni L’assessore: «Saranno utilizzati per opere e manutenzione»

PENNE. L'amministrazione comunale di Penne è pronta ad attuare il nuovo piano di dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare. C'è di tutto nell'elenco: terreni, palazzi storici, ex scuole e locali commerciali. L'importo complessivo della vendita degli 8 immobili ammonta a 3 milioni 600mila, 828 euro e 10 centesimi. La delibera di alienazione è stata approvata dal consiglio comunale il 14 marzo scorso, con l’astensione dell’opposizione. Ora si passerà alla fase gestionale.
Obiettivo del piano, secondo l'assessore al bilancio e al patrimonio Gilberto Petrucci, è puntare a realizzare almeno il 50% del valore delle vendite programmate entro il 31 dicembre 2020, quindi almeno un milione e 800 mila euro. I fondi, secondo l'atto di indirizzo dell'amministrazione comunale, saranno destinati alla realizzazione di nuove opere pubbliche sul territorio (manutenzione ordinaria delle strade), o attraverso permute (articolo 191 del Dlgs 50/2016) e alla riduzione dei mutui residui per liberare risorse nella parte corrente del bilancio (taglio degli interessi passivi). I bandi, che sono in fase di redazione dal responsabile dell'area amministrativa Arturo Brindisi, saranno pubblicati entro fine settembre. All’assessore Petrucci chiediamo di spiegare meglio la manovra.
Il Comune è a "caccia" di risorse finanziarie e punta alla vendita del patrimonio immobiliare. Con quale obiettivo?
«Dopo aver stabilizzato il bilancio nei primi 36 mesi con interventi mirati alla riduzione del debito pregresso, siamo passati al secondo step: reperire fondi per realizzare nuovi investimenti, come la riqualificazione delle strade periferiche e del centro urbano, e per l'estinzione dei mutui. In quest'ultimo caso le economie recuperate dalle entrate correnti (minore spesa per gli interessi passivi) saranno utilizzate per sostenere le attività culturali, turistiche e ricreative e, non per ultimo, per finanziare la spesa legata al sociale».
Quali immobili saranno venduti?
«Ex scuole di campagna, terreni agricoli, palazzi storici, appartamenti popolari e locali commerciali. Sono immobili che il Comune cerca di vendere da quasi 10 anni. Rispetto al passato, cambieremo solo le modalità di alienazione. Grazie anche alle nuove opportunità legislative che sono state recentemente introdotte e messe a disposizione degli enti locali».
Pensa che sia possibile vendere in un periodo di crisi?
«Il nostro obiettivo è vendere ai privati almeno il 50% del patrimonio che abbiamo programmato nella delibera consiliare del 14 marzo, concluderemo le operazioni entro il 31 dicembre 2020. Sono convinto che il mercato risponderà positivamente alla vendita».
L'ex assessore al bilancio Valeria Di Luca tiene a ricordare come il risanamento sia iniziato durante la sua gestione.
«Dal 2011 gli enti locali hanno adottato la contabilità armonizzata: non era più possibile nascondere la polvere sotto il tappeto. La precedente amministrazione ha solo cristallizzato il debito, spalmandolo negli anni futuri. Non ho trovato altre operazioni di competenza. Soltanto tagli. E poi non sono stati assunti provvedimenti utili a intercettare entrate straordinarie che avrebbero certificato il risanamento: i ratei degli accordi transattivi sono stati pagati solo con i fondi ordinari del bilancio, sottraendo così risorse ai servizi al cittadino o alla manutenzione delle strade. La contabilità», conclude Petrucci «non è una opinione». (l.d.f.)