Il Conservatorio diventa più grande: svelato il progetto

Ecco il disegno dell’auditorium con le sale di registrazione Prenderà il posto dell’ex media di via Saffi, i lavori nel 2023
PESCARA. Cominceranno nel 2023 i lavori per l'ampliamento del Conservatorio di Pescara. L'istituzione che quest'anno celebra il centenario della fondazione della corporazione musicale intitolata a Luisa d'Annunzio, madre del Vate, festeggiato con un evento che si svolgerà oggi dalle 17 e che prevede un annullo filatelico speciale di Poste italiane, una cartolina celebrativa e il concerto dell’orchestra d’archi del Conservatorio, diretta per l’occasione dal maestro Marco Moresco, da alcuni anni è al centro di un progetto che prevede la realizzazione di un auditorium modulabile, una sala registrazione, nuove aule didattiche, un'audioteca da realizzare nella vecchia scuola di via Saffi, lungo la strada parco, alle spalle della sede attuale.
«L'aumento dei prezzi ha determinato la variazione del quadro economico inizialmente previsto», spiega il presidente del Conservatorio Maurizio Di Nicola. «È stata redatta una nuova ipotesi progettuale che è stata sottoposta al ministero. Confidando in una risposta in tempi stretti, l'obiettivo è di andare a gara nei primi mesi del 2023 e cominciare con i lavori a metà dell'anno prossimo». La riqualificazione verrà effettuata grazie a un finanziamento da 10 milioni di euro del Miur. Le risorse inizialmente prevedevano anche la realizzazione di una mensa a servizio degli studenti del Conservatorio ma anche dell'Isia, Istituto superiore per le industrie artistiche che si trova lungo via Cesare Battisti. La rimodulazione progettuale ha visto il sacrificio proprio di questa parte del progetto.
«Ciò non toglie», specifica Di Nicola, «che credo sia importantissimo creare un legame del Conservatorio con l'Isia con l'ambizione, a lungo termine, di costruire un Politecnico delle arti e quindi ampliare l'offerta formativa a tutte le altre discipline artistiche». Con 120 docenti e 580 studenti che arrivano da ogni parte dell'Abruzzo, ma anche da Puglia, Marche e altre regioni, l'istituzione negli anni ha sfornato talenti affermati nella musica classica, nella jazz e nella popular music. «Ho cominciato a studiare in Conservatorio il fagotto all'età di 11 anni», ricorda Alfonso Patriarca, direttore del Luisa d'Annunzio, al sesto anno del suo mandato, che è stato primo fagotto nelle migliori orchestre italiane ed europee. «Era il 1974, da poco il Conservatorio era diventato statale e il mio docente era Marco Costantini, grandissimo fagottista. Ricordo che c'erano professori validissimi che venivano dall'orchestra Rai di Roma, come Pardelli, oboista o Lodi alla tromba. Poi c'erano Michele Macchia, violinista, Mario Domenicucci violoncellista e Antonio D'Ercole violinista. Erano personaggi storici».
L'alto spessore dei docenti continua ancora oggi con le nuove leve. «Quest'anno è entrata nel corpo docenti Maura Marinucci, 29 anni, ex studentessa del Conservatorio e oggi primo clarinetto nella Filarmonica di Bruxelles», dice ancora Patriarca. La lista dei musicisti formati a Pescara e che oggi calcano i più prestigiosi palchi è lunga e prosegue con «Leonardo Pierdomenico, pianista che sta vivendo una felicissima carriera, Daniele Orlando, primo violino dei Solisti aquilani, Augusto Gasbarri, primo violoncello della regionale Toscana, e ancora Alessandro Chiavetta, prima tromba della Tampere philharmonic orchestra in Finlandia. Purtroppo ancora oggi si pensa che la musica non sia un mestiere. È un mito da sfatare e gli esempi appena fatti lo dimostrano», prosegue il direttore. «Noi cerchiamo di aprire tanto il Conservatorio all'esterno, coinvolgendo la cittadinanza nelle nostre manifestazioni, ma anche stringendo accordi con istituzioni europee così da dare ai ragazzi che studiano qui il massimo delle possibilità».

