Il consigliere di Sante Marie: sono estraneo alla vicenda

26 Novembre 2016

AVEZZANO. Lorenzo Berardinetti ha ricevuto una telefonata da Luciano D’Alfonso dopo aver lasciato il convegno ad Avezzano, sul fenomeno dell’immigrazione, col capo della polizia Franco Gabrielli, e...

AVEZZANO. Lorenzo Berardinetti ha ricevuto una telefonata da Luciano D’Alfonso dopo aver lasciato il convegno ad Avezzano, sul fenomeno dell’immigrazione, col capo della polizia Franco Gabrielli, e il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini. D’Alfonso lo ha informato che il suo nome è nell’inchiesta che già al mattino aveva coinvolto l’assessore Di Matteo. «Non ho fatto niente e non so niente di tutta questa storia», ha affermato Berardinetti, anche sindaco a Sante Marie, «mi ha chiamato il presidente D’Alfonso per dirmi: “Lorenzo, su di te metto la mano sul fuoco”. È la prima volta in 22 anni, da quando faccio politica, che mi capita una cosa del genere». In serata anche l’avvocato Roberto Verdecchia, difensore del consigliere, ha ribadito: «La richiesta di proroga delle indagini costituisce un atto formale del procedimento che non comporta in alcun modo una diretta azione di responsabilità, ma anzi l’atto è posto a sua esclusiva tutela. Berardinetti dichiara la totale estraneità ai fatti e confida in un celere chiarimento della sua posizione da parte della magistratura inquirente a cui si rivolgerà per essere sentito».

Anche Marco Rapino, segretario del Pd abruzzese, dice di avere «fiducia nella azione della magistratura inquirente, nel contempo confida che l’accertamento della verità dei fatti e con essa le eventuali responsabilità siano svolte in tempi brevi. Quando si amministra il bene pubblico può rivelarsi utile una ulteriore indagine di verifica sugli atti presi in esame e varati dalle istituzioni amministrative. Una visione, quella del Pd, da sempre limpida e garantista, che contribuisce al giusto equilibrio tra le istituzioni; in alcuni casi, inoltre, aiuta l’amministratore pubblico ad avere un maggiore scrupolo nelle sue decisioni».

Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Regione, è certo che «le indagini confermeranno l’estraneità dei colleghi Di Matteo e Berardinetti alle eventuali contestazioni. Lasciamo lavorare serenamente la magistratura competente, cui i colleghi non mancheranno di fornire ogni eventuale, sollecito elemento chiarificatorio». (r.rs.)