Il Consiglio dei ministri decide oggi

7 Agosto 2023

Pronto il decreto che chiude il lungo braccio di ferro con Mit e Anas

PESCARA. Oggi, nell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, verrà approvato il Decreto trasporti che contempla anche la riassegnazione della concessione dell'A24 (Roma-L'Aquila-Teramo) e A25 (Torano-Pescara) alla società Strada dei Parchi del Gruppo Toto, da un anno espropriata dalla gestione con una decisione unilaterale dell’ex governo Draghi e del Ministero delle Infrastrutture. Le due autostrade sono gestite attualmente da Anas. La vicenda, davvero complessa, è scaturita un altro caso, tragicamente noto alle cronache ma che con l’Abruzzo non aveva nulla a che vedere: il crollo del Ponte Morandi, a Genova, in concessione alla famiglia Benetton. Dopo quella tragedia che causò la morte di 43 persone, il governo, all'epoca guidato da Giuseppe Conte, approvò con il decreto Milleproroghe un articolo, il 35, che dettava nuove disposizioni in materia di concessioni autostradali. L’intenzione era quella di semplificare la revoca della concessione ad Aspi e quindi ai Benetton ma non è stata mai attuata in quei termini. Anzi, accade il contrario quando, nel 2022, Autostrade per l'Italia passa a Cassa depositi e prestiti, con un'operazione da 8,2 miliardi che finisce per premiare l’ex concessionario. Ma pochi mesi dopo, il governo guidato da Mario Draghi toglie l’A24 e l’A25 alla famiglia Toto, applicando quell’articolo 35 nonostante che in Abruzzo non fosse mai accaduto alcun incidente per mancate manutenzioni.
I fatti hanno poi dato ragione a Strada dei Parchi. Prima le due sentenze dei tribunali dell’Aquila e Teramo, che hanno escluso la mancanza di manutenzione e il rischio per gli automobilisti che percorrono A24 e A25; poi, e di recente, un decreto del Mit e del Mef, che fanno capo al governo Meloni, ha riconosciuto alla società di Toto un anticipo del risarcimento di 1,2 miliardi, su un totale di 2,3 miliardi quantificato dal Tribunale di Roma. E per ultima, un’ordinanza dello stesso tribunale ha imposto al Mit di pagare subito mezzo miliardo a Sdp. Una vicenda assurda per la quale oggi dovrebbe arrivare l’epilogo. (l.c.)