Il Consiglio di Stato dice “no” al ministero

13 Febbraio 2021

Bonifica di Bussi: i giudici si sono pronunciati contro la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar

BUSSI SUL TIRINO. Regione Abruzzo, Comune di Bussi e Arta incassano un importante e significativo passaggio giudiziario sull'incomprensibile e tortuoso cammino legato alla messa insicurezza delle discariche 2A e 2B e alla bonifica della mega discarica di Bussi sul Tirino: i giudici del Consiglio di Stato si sono infatti pronunciati contro la sospensiva della sentenza del Tar Abruzzo, che era stata chiesta dal ministero dell'Ambiente, sul bando per la bonifica della mega discarica di rifiuti tossici e nocivi.
Il collegio, presieduto da Giuseppe Severini ha quindi ritenuto di non dover «sospendere l'esecutività della sentenza, tenuto conto che l'ulteriore sviluppo della progettazione da parte del concorrente aggiudicatario della gara non appare interferire con le attività in corso di messa in sicurezza della responsabile dell'inquinamento, richiamate a fondamento dell'istanza cautelare». Il che vuol dire, e questo è il vero senso di questo giudizio dei giudici amministrativi di secondo grado, che messa in sicurezza e bonifica sono interventi diversi e dunque il lavoro relativo alla copertura temporanea, o capping (termine tecnico), che sta realizzando la società Edison, non è di nessun ostacolo al progetto definitivo della Deme, la società che tre anni fa si aggiudicò il bando da 50 milioni di euro indetto dal ministero dell'Ambiente per rimuovere i rifiuti.
Ed ecco quindi il secondo no al ministero guidato da Sergio Costa, e dunque la conferma della sentenza del Tar che aveva appunto dato ragione alla Regione Abruzzo e all'Arta.
«I nostri tecnici», ha commentato il direttore Arta, Maurizio Dionisio, «accertano di continuo l'avanzamento degli stadi di inquinamento diffuso, quindi si impone una rapidissima soluzione del problema e una radicale bonifica».
Soddisfazione arriva anche dal presidente della Regione, Marco Marsilio. «Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato: il ministero dell'Ambiente perde contro la Regione Abruzzo in merito alla questione relativa alla discarica di Bussi», afferma il governatore. «Il ministero non è riuscito a dimostrare l'esigenza di bloccare tutto, anzi la Regione, rappresentata dall'avvocatessa Stefania Valeri, insieme all'Arta e ai Comuni, ha saputo dimostrare lo stato di grave pericolo e l'urgenza di provvedere alla bonifica dei terreni». «Essendo la sentenza del Tar ancora valida», conclude Marsilio, «la società che ha vinto la gara può adesso integrare il progetto al fine di superare i rilievi e le osservazioni che erano stati sollevati. Nel frattempo, Edison deve continuare a fare la messa in sicurezza in maniera concreta, e non nei modi che sono stati documentati in tribunale». Marsilio, in vista dell'udienza di merito fissata per il 13 maggio prossimo, lancia il suo messaggio al ministero: «A questo punto», dice, «accolga l'appello che inutilmente abbiamo già fatto più volte, di rinunciare ad andare in tribunale e di riunire rapidamente un tavolo istituzionale, anche alla luce di questa ulteriore sentenza, per condividere al più presto l'avvio dei lavori di bonifica del sito, invece di coltivare giudizi tra istituzioni. Richiamiamo il ministero a un corretto dialogo istituzionale convocandoci ad un tavolo per risolvere i problemi senza bisogno dei giudici che, comunque, fino a oggi stanno dando pienamente ragione alla Regione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA