Il contratto di fiume e il piano per evitare la contaminazione
MONTESILVANO. Il contratto di fiume Tavo-Fino-Saline, un patto da 32 milioni di euro di interventi sottoscritto da 9 comuni tra cui quello di Montesilvano, prevede anche un obiettivo specifico...
MONTESILVANO. Il contratto di fiume Tavo-Fino-Saline, un patto da 32 milioni di euro di interventi sottoscritto da 9 comuni tra cui quello di Montesilvano, prevede anche un obiettivo specifico dedicato al disinnesco della bomba ecologica di Villa Carmine. Come si legge nell’accordo approvato di recente dalla giunta De Martinis, infatti, «l’obiettivo realisticamente possibile attraverso questa soluzione è confinare la potenziale contaminazione rappresentata dagli ammassi di rifiuti abbancati presso la ex discarica di Villa Carmine all’interno di un perimetro chiuso e non superabile, secondo norma, dagli agenti contaminanti».
La soluzione a cui si fa riferimento è la «messa in sicurezza permanente mediante macro-incapsulamento» dell’ex discarica, che consisterebbe «nella realizzazione delle opere di cinturazione laterale, profonda e superficiale dell’invaso, onde rendere il sito di discarica conforme a quanto richiesto dagli standard realizzativi e normativi». Gli interventi, il cui avvio dovrebbe avvenire nel 2023 e concludersi nel 2025, prevedono «la costruzione di tutte le necessarie opere di contenimento del sito (realizzazione di un sistema di confinamento laterale profondo e di un sistema di copertura superficiale in grado di assolvere alle funzioni richieste dalle norme) e di dotare il sito delle necessarie reti tecnologiche per la gestione del percolato (pozzi di captazione, sistemi di accumulo, ecc.) e del biogas (pozzi di captazione, reti di convogliamento a un sistema di aspirazione ove necessario, torcia, ecc.)». Quanto ai fondi, però, ci sarebbero a disposizione “solo” 21,5 milioni provenienti dal Fesr, mentre resterebbero da reperire altri 9,5 milioni. (a.l.)

