Il convento sarà una scuola di artigianato

Collecorvino, arrivano dalla Regione 600mila euro per il recupero completo di San Patrignano
COLLECORVINO. Un finanziamento di circa 600 mila euro per il convento di San Patrignano di Collecorvino. Giovedì scorso, alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita a Pescara, del presidente della Regione Luciano D'Alfonso e del sindaco di Collecorvino Antonio Zaffiri, è stata sottoscritta la convenzione che consentirà al Comune di completare la ristrutturazione della seicentesca struttura.
Il finanziamento, che rientra in uno dei 77 inseriti nel Masterplan (Patto per il Sud), elaborato dalla Regione Abruzzo, permetterà alla struttura di avere una duplice funzionalità. «Il completamento e di conseguenza la fruizione anche del piano superiore dell’ ex Convento del 1600», spiega il sindaco, «è di primaria importanza per continuare a valorizzare la struttura farne un punto di riferimento per l’intera area vestina». Una parte importante della struttura sarà destinata alla “Scuola delle arti applicate”, dove si promuoverà il recupero di quegli antichi mestieri, quell’artigianato di pregio che, quasi scomparso, sta tornando a vivere e a creare economia – dal ricamo alla lavorazione della creta, dall'uncinetto alla ceramica – mentre un’altra ala avrà destinazione recettiva, con tre camere doppie complete di servizi e una piccola foresteria. «Tutto ciò consentirà di mettere in rete altre strutture di pregio storico presenti nell’area vestina», aggiunge Zaffiri. «Mi preme ringraziare il presidente D’Alfonso per l’impegno e il riconoscimento verso il nostro centro e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri che con il suo lavoro costante è riuscito a inserire nel Masterplan il Comune di Collecorvino come unico soggetto attuatore dell’area vestina».
Il complesso conventuale di Collecorvino , anticamente noto come San Paterniano, è nato all’ombra dell’attigua e omonima chiesa fondata dai Benedettini nell’854 dopo Cristo. Alla fine del 1609 l’arciprete e i canonici la cedettero al Comune insieme a un appezzamento di terreno per far continuare la fabbrica del convento, destinato a ospitare i frati agostiniani fino alla metà del ’700. Successivamente, è stato abitato dai Frati Minori Osservanti fino al 1968.
Dagli anni ’70 al 2005 il convento è stato abbandonato, tanto che parti della copertura erano crollate per l’infiltrazione di acqua piovana che aveva compromesso anche la staticità nonchèi numerosi affreschi presenti nel chiostro. Nel 2005, l’allora amministrazione, dopo aver ottenuto un finanziamento Cipe di 400mila euro, ne investì altri centomila e diede inizio ai lavori del primo lotto per il recupero del convento, al quale sono seguite altre fasi di ristrutturazione nel 2007-2009 e nel 2010-2014. Con l'inserimento della ristrutturazione San Patrignano nel Masterplan, la struttura dovrebbe finalmente spiccare il volo e diventare pezzo pregiato dell'area vestina.
Francesco Bellante
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