Il Covid rallenta anche le nascite: nel 2020 sono nati 700 bambini

PESCARA. Nessun boom di nascite nell’anno della pandemia. Almeno finora. I dati dell’ufficio Anagrafe del Comune di Pescara lo confermano: il lockdown e la chiusura forzata a casa non favoriscono la...
PESCARA. Nessun boom di nascite nell’anno della pandemia. Almeno finora. I dati dell’ufficio Anagrafe del Comune di Pescara lo confermano: il lockdown e la chiusura forzata a casa non favoriscono la crescita delle famiglie, ma piuttosto hanno avuto un effetto inverso. Nel capoluogo adriatico dal 1° marzo 2020 al 28 marzo 2021, quindi da quando per la prima volta si è parlato di coronavirus in Abruzzo fino ad oggi, si registrano appena 755 nuovi nati. Un dato pressoché in linea con la media nazionale che vede uno svuotamento vertiginoso delle sale parto. Complici l’incertezza economica e il timore per il futuro, l’effetto Covid sulla demografia fa registrare una riduzione delle nascite durante il 2020, rispetto ai due anni precedenti in cui invece si sono registrati leggeri aumenti.
In particolare, come risulta dalle iscrizioni in anagrafe, dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 a Pescara sono stati registrati 714 bambini, con una maggioranza di femminucce: 367 bimbe rispetto a 347 maschietti. L’anno successivo c’era stato un piccolo aumento che lasciava aperto lo spiraglio di una possibile crescita demografica lungo la costa adriatica e un ribaltamento del rapporto fra fiocchi rosa e azzurri. In base ai dati rilevati dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 la fotografia delle nascite mostra 736 piccoli pescaresi, 22 in più rispetto al 2018, divisi tra 379 maschietti e 357 femminucce. Il trend positivo si è tuttavia interrotto nell’annus horribilis dell’emergenza sanitaria.
Guardando ai dati del 2020 emerge come le nascite dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 abbiano subito una leggera diminuzione, attestandosi a 700 totali, suddivise tra 369 maschietti e 331 femminucce. Rispetto al periodo pre-pandemico di riferimento (gennaio-dicembre 2019) c’è stato un decremento di 36 bambini. Un numero non altissimo, ma nemmeno da sottovalutare se rapportato con il numero di abitanti di Pescara e soprattutto con l’aumento dei decessi registrati anche a causa del coronavirus e delle conseguenze della malattia. La diminuzione dei parti è confermata anche nei primi mesi del nuovo anno: dal 1° gennaio al 28 marzo 2021 le iscrizioni all’anagrafe per nascita attestano 177 bambini in città, suddivisi tra 88 fiocchi azzurri e 89 fiocchi rosa. Se dovesse essere confermata la tendenza anche nei prossimi mesi, si arriverebbe a 708 nascite nel 2021, anno in cui al lockdown totale sono state sostituite le zone a differente colorazione a seconda dell’andamento della pandemia.
La notizia positiva è che siamo comunque lontani dall’allarme lanciato dall’Istat su base nazionale. In base alle ultime rilevazioni dell’istituto nazionale di statistica nel 2020 si è registrato un nuovo minimo storico di nascite dall'unità d'Italia, e un massimo storico di decessi dal secondo dopoguerra. È stato rilevato, in particolare, un calo del 3,8% delle nascite: quasi 16 mila in meno rispetto al 2019, pari a 404.104 bambini. Di pari passo sono aumentati i decessi del 17,6%: quasi 112 mila in più rispetto al 2019. «A Pescara le nascite sono pressoché immutate nell’ultimo triennio», dice l’assessore all’Anagrafe Patrizia Martelli, «molto probabilmente le eventuali conseguenza del Covid19, se ci saranno, potranno essere rilevate nel corso del 2021, in conseguenza con il periodo di gestazione».

