Il Covid torna a correre: ecco le città più colpite

17 Marzo 2022

I segnali negativi alla vigilia del decreto che darà il via libera alle riaperture Pescara, Avezzano e Montorio: casi raddoppiati. A Tortoreto record di crescita

Non è ancora finita. Il numero dei contagi in Abruzzo è tornato infatti a salire vertiginosamente. Questo, alla vigilia della riunione del Consiglio dei ministri che proprio oggi dovrebbe mettere nero su bianco il percorso di allentamento delle restrizioni a partire dal 31 marzo, quando finirà lo stato di emergenza cominciato due anni fa.
Dopo il forte calo tra fine gennaio e febbraio, la curva della pandemia ha però già invertito la sua direzione verso l’alto. Nel periodo dal primo all’8 marzo, infatti, i nuovi positivi in Abruzzo sono stati 8mila. Dal 9 del mese a ieri, invece, sono stati più di 11mila, grazie soprattutto all’ondata di freddo e alla diffusione rapidissima della variante Omicron 2, che si sta dimostrando ancora più infettiva della prima versione.
Un’impennata ancora più vistosa è stata quella nella città di Pescara, dove i casi sono quasi raddoppiati negli ultimi otto giorno rispetto ai precedenti. Ma alti sono i numeri anche degli altri grandi centri, con pochissime eccezioni rispetto al trend generale.
In Abruzzo la fascia di età in cui più è diffuso il virus negli ultimi otto giorni è stata invece quella dei quarantenni. Ma sono i giovani quelli che più hanno visto crescere la curva del numero dei contagi.
L’IMPENNATA NELLE CITTÀ
Negli ultimi otto giorni Pescara ha sfiorato i mille casi, facendo registrare un record tra tutti i comuni abruzzesi e raddoppiando i contagi rispetto agli otto giorni precedenti.
Dopo il capoluogo Pescarese, la più colpita tra le città abruzzesi è stata L’Aquila, che dal 9 marzo a ieri ha fatto registrare quasi 800 nuovi positivi, mentre dal primo all’8 del mese erano stati 584. Viene subito dopo Teramo, che è passata da avere 383 casi ad averne 526.
Le impennate più ripide sono però quelle di Avezzano (da 272 contagi nei primi otto giorni di marzo a 417 negli otto successivi), Montorio (da 66 a 119) e Mosciano (da 52 a 99), con il record di Tortoreto (da 38 a 118, pari al 210% in più).
Pochissime sono le città abruzzesi che rappresentano eccezioni al trend di risalita dei casi. Tra quelle che mostrano numeri stabili c’è Chieti, passata da 294 contagi a 307. In controtendenza – quindi ancora in discesa – ci sono invece soltanto Silvi (da 123 a 122 contagi rispettivamente nei due periodi di tempo presi in considerazione) e ancora di più Ortona (da 152 a 144) e Atessa (da 121 a 103).
LE FASCE DI ETÀ PIÙ COLPITE
In questa fase di risalita dei numeri della pandemia, in Abruzzo il virus si diffonde soprattutto tra i quarantenni: la fascia tra i 40 e i 49 anni negli ultimi otto giorni ha fatto registrare infatti ben 1.862 casi, mentre negli otto giorni precedenti i contagi erano stati 1.345.
Sono però più ripide le impennate dei casi dei trentenni – che sono passati da 1.156 contagi a 1.572 – e ancora di più dei ventenni (da 884 a 1.372).
In realtà tutte le fasce di età della popolazione abruzzese mostrano il segno di crescita dei contagi. La più stabile – quindi con una salita meno ripida – è quella dei bimbi con meno di 5 anni, passati da 463 casi tra il primo e l’8 marzo a 492 dal 9 del mese a ieri.
Negli ultimi otto giorni i meno colpiti sono stati invece gli ultraottantenni, con 445 contagi registrati, comunque un centinaio in più di quelli degli otto giorni precedenti.