Il cuoco è ancora in clinica: voglio tornare a camminare

22 Ottobre 2022

PESCARA. «Sto meglio, sta andando bene, ma è lunga. E io non ce la faccio più, voglio tornare a casa. Sento la mancanza della mia famiglia, di mio figlio, che vedo solo attraverso il telefono»....

PESCARA. «Sto meglio, sta andando bene, ma è lunga. E io non ce la faccio più, voglio tornare a casa. Sento la mancanza della mia famiglia, di mio figlio, che vedo solo attraverso il telefono». Yelfry Rosado, il cuoco 23enne finito nel mirino di un cliente del locale dove stava lavorando, a piazza Salotto, continua il percorso della riabilitazione, all’ospedale di Sulmona. Ma non vede l’ora di rimettersi in piedi e di tornare alla sua vecchia vita.
«Piano piano, ce la faccio», dice al telefono. Lo assiste con l’amore di sempre la madre Melani Guzman che gli dà la forza di proseguire il suo percorso di ripresa, sperando di tornare proprio com’era prima che Federico Pecorale gli sparasse nel ristorante di piazza Salotto, perché insoddisfatto del servizio che gli stava offrendo. «È contento perché è vivo, ed è forte, però è stufo di questa situazione: non immaginava di stare fuori così a lungo», dice la donna facendo notare che sono passati sei mesi da quel lunedì di Pasqua. «Lui si sente che camminerà, sente di avere la forza, e le cose vanno meglio, a livello di sensibilità. Ma nulla si può prevedere e non sappiamo quando uscirà dall’ospedale. Quindi io cerco di farlo stare tranquillo», prosegue la donna che va a trovare il figlio tutti i giorni «per tenergli compagnia, per dargli da forza». Il desiderio del 23enne, racconta sempre la madre, «è di tornare a camminare, a fare allenamento e riprendere la vita di prima. Sarebbe bello farlo tornare a casa, ma ha bisogno della riabilitazione», aggiunge. E Yelfry fa leva, dal letto d’ospedale, «sulla sua forza, sulle sue speranze e sulla fede in Gesù». (f.bu.)