Il cuore di Locarno batte per Farindola

20 Febbraio 2017

FARINDOLA. Settecentododici chilometri di solidarietà: da Locarno a Farindola per essere vicini ai propri conterranei. Ha fatto fortuna in Svizzera, nel Ticinese, ma con il cuore è sempre rimasto...

FARINDOLA. Settecentododici chilometri di solidarietà: da Locarno a Farindola per essere vicini ai propri conterranei. Ha fatto fortuna in Svizzera, nel Ticinese, ma con il cuore è sempre rimasto legato alla sua Farindola: Bruno D’Addazio, titolare del ristorante Lungolago di Locarno ma originario di Farindola, all’indomani della tragedia che lo scorso 18 gennaio ha colpito il resort di Rigopiano, ha sostenuto l’iniziativa di solidarietà in favore delle terre colpite da terremoto e neve intrapresa da due ticinesi doc: Danilo Cau, titolare di un’azienda di trasporti a Palagnedra, e Giò Palmieri, che fa il pescatore e il commerciante di pesce a Brissago. Dopo un paio di telefonate, i due si sono organizzati ed hanno dato il via all’operazione Spedizione Abruzzo: hanno formato una squadra che ha portato nei centri abruzzesi tre potentissime frese in grado di sgomberare enormi quantità di neve. «L’albergo di Rigopiano», dice D’Addazio, «si trovava a una decina di chilometri da casa mia, sulla montagna. Non potevo starmene con le mani in mano. Dovevo fare qualcosa per la mia gente». D’Addazio ha avviato una raccolta fondi che ha contribuito a finanziare la spedizione e ad aiutare le famiglie colpite dalla catastrofe di Rigopiano. Anche al Beach Lounge di Ascona, locale di cui D’Addazio è co-titolare, si è tenuta un’iniziativa di raccolta fondi: “12 ore per l’Abruzzo”.

D’Addazio non è stato l’unico nativo di Farindola che, dopo aver fatto fortuna fuori dall’amata terra abruzzese, ha deciso di far qualcosa per i suoi conterranei meno fortunati. Marcello Ciarma, che vive in Liguria, proprietario della Locanda del Brigante chiusa da un po’ di tempo, ha deciso di affidare il locale, con una forma di cooperativa, ai ragazzi che hanno perso il lavoro dopo la valanga che ha distrutto il resort Rigopiano. La valanga di Rigopiano, oltre ad aver strappato la vita di 29 persone, si è portata via la fonte di lavoro primaria: attorno all’hotel girava l’economia di tutto il paese, dal benzinaio alle lavanderie, fino a edicola e bar.

Francesco Bellante