Il depuratore più grande nell’area destinata ai rifiuti
Spunta l’ipotesi di realizzare le nuove strutture nel terreno di Attiva in via Fiora La seconda ricicleria verrebbe trasferita nell’ex Napolplast in via Breviglieri
PESCARA. Primo via libera all’ampliamento del depuratore. Ieri, la commissione Gestione del territorio ha approvato l’apposita delibera che lunedì prossimo passerà all’esame del consiglio comunale. Ma il provvedimento ha rischiato di saltare un’altra volta, perché durante la seduta erano presenti solo 3 consiglieri di maggioranza, ossia Marco Presutti, Pierpaolo Zuccarini (Pd) e Piernicola Teodoro (Lista Teodoro). Il numero legale è stato mantenuto dall’opposizione che, però, si è astenuta. Due settimane fa la stessa delibera era stata rinviata per la mancanza del numero legale in consiglio, a causa delle troppe assenze nelle file della maggioranza.
Ieri, tuttavia, è spuntata una proposta per la collocazione dei nuovi impianti previsti per l’ampliamento dell’attuale depuratore per cui è necessario uno spazio di almeno 12mila metri quadrati. Durante i lavori della commissione, è stata indicata come possibile scelta il terreno della società municipalizzata dei rifiuti Attiva, in via Fiora, dove è stata progettata la realizzazione di una seconda ricicleria per la differenziata. Quest’ultima, in base a questa ipotesi, verrebbe costruita nell’area dell’ex Napolplast di 28mila metri quadrati in via Breviglieri, di proprietà della Provincia. La ricicleria, tuttavia, dovrebbe sorgere a una distanza piuttosto limitata rispetto al centro abitato della Tiburtina. Restano sul tappeto le altre due ipotesi per l’ampliamento del depuratore, ossia l’area dell’ex conceria Cogolo e il sansificio di strada Torretta, ma entrambi gli immobili sono di proprietà privata. L’ipotesi di via Fiora sembra andare per la maggiore e non troverebbe contraria l’opposizione. Nel frattempo, non sono state cancellate le perplessità sulla delibera. Il centrodestra ha espresso forti dubbi sulla relazione per il depuratore, allegata alla delibera, effettuata da un gruppo di progettazione con quattro tecnici, ma firmata solo da Giampiero Leombroni, in qualità di presidente dell’Arap. Il gruppo è composto dagli ingegneri Lorenzo Livello, che è anche direttore tecnico dell’Aca, Lorenzo Giammattei, Lino Prezioso e Lucio Pulini. Nella relazione, trasmessa giovedì al vice sindaco Enzo Del Vecchio, si parla degli interventi nel progetto di potenziamento e miglioramento funzionale del depuratore. Ossia, la realizzazione di vasche di accumulo e di un sistema fognario di sole acque grigie e nere.
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