«Il detenuto non doveva stare in quella cella»

9 Luglio 2015

PESCARA. «Ha gravi problemi psichiatrici il detenuto di etnia rom che due giorni fa ha tentato il suicidio nel carcere di Pescara ingerendo del detergente usato per le pulizie e che è stato salvato...

PESCARA. «Ha gravi problemi psichiatrici il detenuto di etnia rom che due giorni fa ha tentato il suicidio nel carcere di Pescara ingerendo del detergente usato per le pulizie e che è stato salvato grazie al tempestivo intervento della Polizia penitenziaria. Visitato in ospedale, l’uomo, 41 anni, dopo una lavanda gastrica è rientrato nella casa circondariale». A ricostruire l’accaduto è il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe), secondo cui «lo scampato pericolo deve farci riflettere». «Nella casa circondariale di Pescara», scrive il sindacato, «il detenuto che ha tentato il suicidio era in regime di grande sorveglianza per problemi psichiatrici trasferito da poco da un altro istituto. Invece di essere nel reparto psichiatrico, limitato a 8 posti già occupati, era in una normale sezione di reclusione con altri 45 detenuti». «I numeri dei detenuti in Italia», dice il segretario generale del Sappe Donato Capece, «sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni, i ferimenti e i tentati suicidi si verificano costantemente. Devono assumersi provvedimenti: non si può lasciare al sacrificio e alla professionalità della polizia penitenziaria la gestione delle costanti criticità delle carceri», conclude il segretario.