Il disastro di San Silvestro: sopralluogo del magistrato

5 Settembre 2020

Prima ricognizione del pm Rapino per ricostruire le cause del gigantesco rogo E i carabinieri forestali acquisiscono le riprese fatte dai residenti con i telefonini

PESCARA. Ieri mattina, intorno alle 8,30, il sostituto procuratore Fabiana Rapino ha effettuato il sopralluogo a San Silvestro, teatro domenica scorsa di un devastante incendio che ha distrutto circa 35 ettari di pineta provocando ingenti danni anche alle case raggiunte dalle fiamme. Accompagnata dai carabinieri forestali, così come aveva anticipato, il pm ha voluto rendersi conto di persona di quanto accaduto e delle reali dimensioni del disastro ambientale sul quale sta indagando per incendio boschivo, che al momento risulta essere un fascicolo ancora contro ignoti. La vastità della zona interessata dalle fiamme, che copre tre colline in una delle zone più belle della città, ha permesso al magistrato di comprendere meglio quello che fino al giorno prima aveva appreso attraverso la descrizione degli investigatori e visto soltanto attraverso delle fotografie. Ha girato in auto insieme ai forestali che stanno conducendo le indagini, e ha voluto anche attraversare qualche tratto a piedi scattando lei stessa delle fotografie dei luoghi. È stata una prima ricognizione, necessaria per valutare l’intera vicenda che necessità di essere approfondita con dati che ancora mancano.
C’è stata, è vero, una prima informativa depositata dai carabinieri forestali del colonnello Annamaria Angelozzi, ma è anche vero che i vigili del fuoco intervenuti in forze per spegnere quell'immenso rogo, non sono ancora in grado di completare il loro lavoro e, di conseguenza, di consegnare una relazione tecnica sull’accaduto con l’eventuale indicazione di possibili punti di innesco del fuoco. I forestali, invece, grazie anche alle immagini riprese dall’alto, due possibili punti di innesco li avrebbero già individuati lungo la strada di Vallelunga che si trova molto più in basso rispetto alla sommità delle colline andate a fuoco, ma che potrebbe essere stato il punto di partenza delle fiamme trascinate dal forte vento caldo che spirava quella domenica. Si potrebbe trattare di sterpaglie che qualcuno avrebbe fatto bruciare senza valutare il vento e l'alta temperatura di quella afosa giornata. Ci sarebbero anche dei testimoni che avrebbero visto l'origine del fuoco: testi che il pm vuole sentire nei prossimi giorni nella caserma dei forestali. Ma al magistrato mancano ancora importanti tasselli da acquisire per avere un quadro quanto più completo possibile. Innanzitutto le riprese fatte con i telefonini dai residenti (i forestali le stanno già acquisendo) che potrebbero essere molto utili per comprendere la dinamica del fuoco, e una relazione dell'aeronautica militare con i dati tecnici sul vento di quella giornata e sulla sua direzione, utile per ricostruire meglio lo spostamento e la velocità delle fiamme. Un’indagine che necessita ancora di tempo prima di arrivare a un eventuale responsabile di questo disastro che avrebbe potuto avere un bilancio ben più drammatico.
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