Il dolore della sorella: ora chiedo giustizia per Carlo

17 Novembre 2014

PESCARA. «Sono stata a trovare Carlo sabato scorso, come quasi ogni giorno da quel maledetto 30 ottobre 2013. Adesso le mie forze saranno impiegate per chiedere giustizia». Da oltre un anno Adele...

PESCARA. «Sono stata a trovare Carlo sabato scorso, come quasi ogni giorno da quel maledetto 30 ottobre 2013. Adesso le mie forze saranno impiegate per chiedere giustizia». Da oltre un anno Adele Pavone, la sorella dell’ingegnere morto ieri a 43 anni, dedica la sua vita al fratello in coma: andando a trovarlo quasi ogni giorno, parlandogli, festeggiandolo quando, il 23 ottobre scorso, Pavone ha compiuto 43 anni. Un anno trascorso nel dolore, per la famiglia Pavone, nel tormento e anche nell’incredulità di fronte ad alcuni passi emersi dall’ordinanza di custodia cautelare: «Gagliardi e D’Este hanno continuato la relazione anche dopo l’agguato all’ingegnere». E’ stata questa la frase più difficile da digerire per la famiglia Pavone – assistita dagli avvocati Massimo Galasso e Marino Di Felice – dopo aver appreso, com’era scritto nell’ordinanza, che Raffaella D’Este, la moglie di Pavone, aveva avuto una relazione con Vincenzo Gagliardi, poi arrestato.

D’Este, impiegata nel centro di smistamento di via Di Vittorio a Montesilvano, è estranea all’inchiesta e in questi mesi ha preferito non parlare. Nell’ordinanza il suo nome non viene quasi mai citato se non quando il gip sottolinea il motivo del delitto: «Natura passionale». Un movente che ha fatto scendere da tempo il gelo nella palazzina di via De Gasperi dove la famiglia Pavone vive a un piano di distanza da quello di D’Este. Da allora i rapporti tra le due donne, tra le due famiglie si sono interrotti: mai una parola sulla notte del 30 ottobre 2013, mai una parola su Gagliardi. Nel frattempo, la vita di Adele Pavone è trascorsa al capezzale del fratello ora nella clinica marchigiana ora nel reparto di Rianimazione a Pescara. Meno di un mese fa i medici di Pescara avevano deciso di operare Carlo Pavone: un’operazione che sarebbe servita ad alleviare il percorso dell’uomo impiantando all’ingegnere un osso arrivato dagli Stati Uniti. Ieri Pavone ha ceduto, poco prima dell’una l’ingegnere non ha retto più. I funerali dell’uomo dovranno essere ancora fissati e, intanto, il magistrato dovrà decidere se chiedere o meno l’autopsia. (p. au.)

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