Il Falco non invade più «In campo per giocare»

Il montesilvanese Mario Ferri ha iniziato il campionato di serie A nelle Seychelles come attaccante del Victoria City. «Il primo italiano a essere ingaggiato in Africa»
MONTESILVANO. Per anni ci siamo abituati a vederlo scorazzare nei campi di calcio di tutto il mondo, inseguito dagli uomini della sicurezza, placcato, fermato e ultimamente, negl Emirati Arabi, anche arrestato.
Mario Ferri detto “il Falco” da qualche mese però non invade più i campi di calcio: la sua ultima apparizione risale alla partita di finale di Supercoppa tra Juve e Milan, giocata a Gedda. Il montesilvanese volante ora sui campi ci va tutti i giorni, ma perché ha coronato il suo antico sogno: giocare con una squadra professionistica e allenare i ragazzi. Per coronare questo sogno, all’età di 32 anni è emigrato in Sud Africa, nell’arcipelago delle Seychelles, un’ex colonia francese che si trova nell’oceano indiano, meta da sogno del turismo mondiale. Tanti chilometri di distanza dalla sua città. Una storia che dalla sua attuale casa che si trova sul lungomare dell’isola di Mae ci racconta lo stesso ormai ex Falco.
«Il primo contatto con mister Steve Herborts, allenatore del Victoria City, la squadra della capitale delle Seychelles, l’ho avuto l’estate scorsa tramite Facebook», inizia Ferri. «Herborts, ex giocatore professionista in Belgio, ha sempre seguito il calcio italiano ed era interessato a insegnare il metodo italiano ai giovanissimi. L’ho quindi messo in collegamento con la società Pescara Calcio, quindi mi ha invitato ad andarlo a trovare».
Passano i mesi, fino a quando Ferri non si ritrova a Victoria. «Fin da piccolo ho giocato a calcio, sempre da attaccante, arrivando come categoria massima a giocare nell’Eccellenza e a segnare in totale 120 gol», continua a spiegare Ferri. «Ho giocato con il Verlengia, il Pro Tirino, il Venafro, il Castel di Sangro e il Paestum. Poi ho preso il patentino di allenatore per i ragazzi. Ora a Victoria la mattina insegno calcio ai ragazzi delle scuole e il pomeriggio mi alleno con la squadra che milita in serie A».
Domenica scorsa il Victoria ha affrontato l’Au Cap pareggiando la partita per 4 a 4. «Ho sfiorato più volte la rete», continua a raccontare Mario Ferri. «Sarebbe stata la prima rete di un calciatore italiano nel campionato africano!». La nazionale delle Seychelles ultimamente si è distinta, pareggiando contro il più forte Sudafrica nelle partite preliminari alla partecipazione ai campionati del mondo. «Le squadre si stanno dotando di tecnici stranieri molto qualificati, e soprattutto il settore giovanile qui rappresenta una grande risorsa», sottolinea l’atleta abruzzese.
Le sue imprese in mezzo ai campi di mezza Italia e mezza Europa sono note anche nell’arcipelago incantato. «Ma qui non ho mai fatto un’invasione di campo», sottolinea Ferri, che adesso, da allenatore ed educatore dei ragazzi, insegna a combattere le ingiustizie con il comportamento. «I miei messaggi contro il razzismo e contro la pena di morte, o per difendere giocatori bravi come Cassano, hanno un senso se milioni di persone guardano il tuo gesto», sottolinea Ferri. «Io non rinnego nulla, ma attraverso lo sport si possono dire molte cose in favore dei diritti umani». Ora il Falco insegna ai ragazzi di età compresa tra i 7 e i 16 anni non solo il calcio, ma anche ad essere consapevoli delle proprie capacità e ad essere lucidi e forti di fronte alle avversità. «Sono felice di vivere e lavorare qui, anche se gli arrosticini mi mancano da morire...».

