Il Ferro di cavallo da abbattere: 60 ditte per l’appalto da 1 milione

Al via l’apertura delle offerte arrivate all’Ater da tutta Italia: tra 15 giorni l’aggiudicazione dei lavori La demolizione va fatta entro 4 mesi. Poi la ricostruzione: previste due palazzine da 56 appartamenti
PESCARA. L’obiettivo di buttare giù il Ferro di cavallo di via Tavo si fa sempre più vicino. Due giorni fa è scaduto il bando che prevede l’abbattimento del complesso popolare di Villa del fuoco, diventato simbolo di degrado e malaffare non solo per le condizioni in cui è ridotto lo stabile dell’Ater, circondato ognidove da sporcizia e pattume, ma anche e soprattutto per lo spaccio di droga e altri reati che si sono consumati senza soluzione di continuità dentro e fuori quegli appartamenti, finanche un omicidio. I segni del decadimento sono ancora tutti lì, ben impressi sulle mura perimetrali, nella corte interna e sulla strada ma il conto alla rovescia per veder sparire tutto è cominciato perché le procedure per aggiudicare l’appalto dell’Ater sono cominciate ieri, con l’apertura delle offerte in seduta pubblica: sono 60 le ditte, da tutta Italia, che si sono fatte avanti per partecipare alla gara dell’importo di 1.214.041,37 euro (di cui 1.170.334,89 euro soggetto a ribasso). Si prosegue anche oggi poi, nei prossimi giorni, ci sarà la valutazione delle offerte economiche e tra un paio di settimane si dovrebbe arrivare all’aggiudicazione, per poi firmare il contratto e procedere alla consegna dei lavori attorno alla metà di febbraio. Entro 120 giorni, se tutto andrà come previsto, è previsto il completamento della demolizione del palazzo della vergogna dove insieme a tante famiglie per bene e oneste vivevano pregiudicati, spacciatori e occupanti abusivi. E proprio lo spaccio continuo ha fatto guadagnare a questo stabile il triste titolo di supermarket della droga, aperto 24 ore su 24, nonostante i controlli delle forze dell’ordine e le operazioni per sgominare la compravendita di droga, dentro e fuori casa, da parte di uomini e donne.
La procedura aveva preso il via il 28 novembre con una conferenza evento, convocata in Regione, alla presenza del presidente Marco Marsilio, per dare il giusto risalto al raggiungimento di un primo step, la pubblicazione della determina a contrarre che ha dato il via alla gara: un passaggio molto atteso e per il quale l’Ater, il Comune e la Regione hanno lavorato a lungo. In quella occasione Marsilio, con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sindaco Carlo Masci, l’assessore Isabella Del Trecco e i rappresentanti dell’Ater, vale a dire il presidente Mario Lattanzio e il direttore Gianni D’Addazio, hanno annunciato l’imminente svuotamento del Ferro di cavallo, composto da 120 appartamenti. Ci sono voluti mesi per garantire un’altra casa alle famiglie che ne avevano diritto, anche sistemando gli alloggi che l’Ater aveva a disposizione ma non aveva assegnato, mentre sono stati allontanati quei nuclei che non avevano diritto ad una casa Ater o che non lo avevano più. Il palazzone vuoto è comunque rimasto un punto di riferimento per chi una casa non ce l’ha e cerca ogni notte un posto libero dove stare, al riparo da freddo e pioggia: lo dimostrano i servizi delle ultime settimane della polizia municipale che ha scovato in quegli appartamenti e lungo le gradinate luride una serie di senzatetto, allontanandoli e denunciandoli.
Al posto del Ferro di cavallo saranno realizzati due edifici, per un totale di 56 appartamenti e si aprirà così un altro capitolo, tutto da scrivere.

